Sabato 13 Luglio 2024

Il turismo a Vienna ha il vento in poppa. Ne avevamo già scritto il 26 marzo scorso. I pernottamenti (quelli che noi in Italia definiamo “presenze”) non hanno ancora raggiunto i livelli pre-pandemia, ma il fatturato li ha nettamente superati. Perché le tariffe sono aumentate e perché gli ospiti hanno speso di più.

A questo proposito va osservato che le strategie della capitale austriaca non sono rivolte a un turismo popolare, ma a un turismo ricco. Gli ospiti più graditi sono quelli “con il portafogli gonfio”, si diceva una volta. Oggi il linguaggio va aggiornato e parleremo di turisti con carte di credito a plafond illimitato.

Ciò spiega il sorgere come funghi di hotel di lusso, dove si può spendere per una notte quello che i comuni mortali guadagnano in un mese. Di recente è stato inaugurato il Luxushotel Amauris, che ovviamente è un “5 stelle”. Ma entro il 2025 faranno la loro comparsa altri quattro hotel a 5 stelle. Per quell’anno Vienna supererà la soglia dei 10.000 posti letto nella massima categoria.

Ci saranno nababbi a sufficienza per una rete così fitta di strutture alberghiere di lusso? E dove si troverà il personale per farle funzionare, vista la scarsità di manodopera? Dominic Schmid, capogruppo del settore hotel della Camera dell’economia di Vienna, ammette che potrebbero insorgere problemi di concorrenza, ma sottolinea anche l’altra faccia della medaglia: “Siccome questi ospiti spendono di più, ne trarranno vantaggio anche i lavoratori della ricettività, che spesso sono mal pagati. Per avere in casa ospiti di qualità è necessario disporre anche di personale di qualità, che ovviamente deve essere pagato di più”.

Per avere un’idea di che cosa stiamo parlando, basta dare un’occhiata ai prezzi dell’Amauris. Si va dai 603,90 euro a notte (la colazione si paga a parte) per una camera normale per due persone fino ai 3.173,40 euro per l’alloggio definito “Opera Suite”. Ma, del resto, non si possono fare sconti in una “casa” ristrutturata in un’elegante art-déco, con opere d’arte alle pareti che sono tutte originali e non copie, mentre in cucina (che inevitabilmente riceverà presto stelle e cappelli dalle guide Michelin e Gault-Millau) comanda lo chef Alexandru Simon, che ha fatto carriera al Panhans al Semmering, allo Schloss Velden, al Grand Hotel Bellevue di Gstaad.

Il palazzo che ospita l’Amauris si trova sul Ring, tra l’Imperial, il Grand Hotel e il Bristol. Il palazzo apparteneva un tempo agli Ephrussi, una ricca famiglia ebrea sterminata dai nazisti. Successivamente era diventato un hotel, con il nome “The Ring”, ispirato alla collocazione geografica. Ora ha cambiato livrea e nome. I nuovi proprietari hanno voluto chiamarlo Amauris e non si capisce perché. È il nome di una farfalla notturna dell’area sub-sahariana, nota per il suo odore repellente.

NELLA FOTO, la facciata del The Amauris Vienna rivolta al Ring.

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