Venerdì 14 Giugno 2024

Il bello dell’Europa è dato dalla convivenza di culture e modi differenti di vivere, che possono confrontarsi tra di loro. A volte alcune differenze si nascondono in dettagli che sfuggono agli osservatori meno attenti. Prendiamo, ad esempio, le elezioni europee, a cui saranno chiamati gli elettori di tutti gli Stati membri. Potrebbero svolgersi ovunque allo stesso modo e invece non è così: in Italia si vota in un modo, mentre in Austria (che ci interessa in questo blog) si vota in un altro modo.

La differenza principale sta nei tempi. Noi abbiamo bisogno di due giorni – sabato 8 e domenica 9 giugno – forse perché siamo lenti, pigri e soprattutto poco puntuali, secondo uno stereotipo che ci condanna da sempre. In Austria invece basta un giorno, domenica 9 giugno. Anzi, meno di un giorno, perché le urne si chiudono al più tardi alle 17 e già pochi minuti dopo si conoscono i risultati provvisori.

La campagna elettorale in Austria è già in corso, ma piuttosto in sordina. Avremo modo di parlarne nei prossimi giorni. Oggi intanto forniamo gli strumenti per conoscere il funzionamento di questo appuntamento elettorale.

Gli elettori sono 6.371.165, 45.000 in meno rispetto alle precedenti elezioni del 2019. Nel numero sono compresi, accanto ai cittadini austriaci, anche quelli di altri Paesi dell’Ue, con residenza principale in Austria (quindi anche gli italiani che vivono in Austria), e gli austriaci residenti all’estero. Come nelle elezioni per il Parlamento, tutti possono votare recandosi ai seggi o servendosi del voto postale o delle “Wahlkarte” (schede di voto che consentono di votare in un seggio diverso da quello del luogo di residenza). L’età minima per votare è 16 anni compiuti nel giorno del voto.

Il sistema di elezioni è proporzionale. Ciascuna delle liste presenti nella scheda di voto invia i suoi candidati all’Europarlamento in proporzione ai voti ricevuti (si applica il sistema D’Hondt, lo stesso che in Italia viene utilizzato nelle elezioni comunali). L’Europarlamento ha 720 seggi: all’Austria ne spettano 20, all’Italia 76.

Il numero non è fisso. Viene stabilito di volta in volta, con il variare della popolazione. Nell’elezione del 2019 l’Austria aveva avuto a disposizione 19 seggi, così ripartiti: 7 all’Övp (Partito popolare), 5 all’Spö (Partito socialdemocratico), 3 all’Fpö (partito dell’estrema destra sovranista, assimilabile in Italia alla Lega), 3 ai Verdi e 1 a Neos (liberali di centro).

Nell’attribuzione dei seggi si segue l’ordine con cui i candidati sono elencati nella lista. Gli elettori, possono esprimere una preferenza, che tuttavia entra in gioco soltanto se le preferenze per un candidato supera il 5% dei voti di lista. Facciamo un esempio. Nelle elezioni di 5 anni fa l’Övp aveva ottenuto 1.305.956 voti (34,6%), per i quali gli erano stati assegnati 7 seggi.  Sarebbero andati ai primi 7 candidati della lista, a meno che uno dei candidati elencati dopo non avesse ottenuto almeno 65.298 preferenze (5% dei voti validi).

Alle elezioni del 9 giugno gli austriaci troveranno sulla scheda 7 liste: le cinque già presenti nel Parlamento uscente, che abbiamo menzionato sopra, più una lista di no-vax e l’immancabile Partito comunista (Kpö), sempre presente a ogni appuntamento elettorale, anche se con scarse speranze di farcela.

Dall’autunno dello scorso anno si sono susseguiti otto sondaggi. L’Fpö è risultato primo in tutti, con un certo distacco dagli “inseguitori”. L’ultimo sondaggio è del 6 maggio, condotto dal Market Institut per il quotidiano Der Standard. Questi i risultati: Fpö 27%, Spö 24%, Övp 20%, Neos 13%, Verdi 12%, Kpö 3%. Se i risultati fossero questi, l’Fpö otterrebbe 6 seggi, l’Spö 5, l’Övp 4, Neos 3, Verdi 2.

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