Venerdì 14 Giugno 2024

Le proteste pro Palestina negli atenei americani hanno trovato emulatori all’Università di Vienna, dove alcuni studenti hanno occupato il parco dell’università, in Alserstrasse. Qui un tempo si trovava il vecchio Ospedale generale di Vienna e, dopo il suo trasferimento nella nuova sede, l’area è diventata un campus dell’ateneo.

L’occupazione è incominciata lunedì con una quarantina di giovani, che hanno piantato tende sull’erba e innalzato bandiere della Palestina e cartelli con la scritta “La resistenza è internazionale”. Sono stati anche distribuiti volantini, in cui si chiedeva la “demilitarizzazione” delle università, degli istituti di ricerca, delle scuole di formazione, e il blocco dei programmi del Fondo europeo di difesa e della cooperazione con le università israeliane.

I manifestanti sono stati tenuti d’occhio a distanza dalla polizia, che tuttavia in un primo tempo aveva deciso di non intervenire, dato il carattere pacifico della protesta, senza pericoli per la sicurezza pubblica. Nei giorni successivi, però, la situazione si è radicalizzata. Il numero dei manifestanti è salito a un centinaio, alcuni dei quali nulla avevano a che fare con l’università. Sono stati issati cartelli che solidarizzavano con Hamas ed esortavano all’Intifada.

A questo punto i responsabili dell’ordine pubblico hanno ritenuto che tali comportamenti che inneggiavano al terrorismo non fossero più lecite e hanno deciso di sgomberare il campeggio. Ai presenti sono stati concessi 15 minuti di tempo per levare le tende. La gran parte dei giovani ha lasciato il campo. I più riluttanti sono stati convinti un po’ alla volta ad allontanarsi e alla fine se ne sono andati tutti, scandendo slogan pro Palestina.

La notizia dello sgombero si è subito diffusa attraverso i social, richiamando in Alserstrasse e in Spitalgasse un centinaio di manifestanti, che hanno bloccato entrambe le strade, sventolando bandiere della Palestina. Molti avevano il volto mascherato e urlavano a gran voce “Palestina libera”, “Palestina dal fiume al mare”.

Il rettorato dell’Università ha preso le distanze dai manifestanti. “L’antisemitismo e la banalizzazione del terrorismo – si legge sul sito web dell’ateneo – non hanno nulla a che fare con l’Università di Vienna”. E ancora: “Condanniamo nel modo più severo l’intolleranza, il razzismo e l’antisemitismo”.

L’aspetto più interessante della vicenda è che, a differenza delle università americane, qui anche l’Öhs (Österreichische Hochschulerschaft), la rappresentanza studentesca dell’ateneo, ha preso posizione contro i manifestanti pro Palestina (meno di 100 su 89.000 studenti iscritti). “Queste proteste – si legge in una nota – concorrono soltanto a creare un crescente senso di insicurezza negli studenti ebrei. È intollerabile che proprio nei giorni dello Yom HaShoah, il ricordo dell’Olocausto, vengano distribuiti volantini in cui si proclama la “global student intifada”, ovvero l’uccisione di ebrei e la distruzione di Israele”.

“Agli uomini che soffrono in Palestina – prosegue la nota dell’organo rappresentativo degli universitari viennesi – non serve a nulla che gruppi antisemiti evochino scenari di persecuzione degli ebrei. Per quanto si possa condannare duramente la guerra brutale del governo di Israele, ciò non deva mai far sì che gli ebrei non si sentano più sicuri. L’autentica solidarietà con il popolo palestinese non può essere l’antisemitismo”.

__________________________

Austria vicina è anche su Facebook. Clicca “mi piace” alla pagina

https://www.facebook.com/austriavicina