Lunedì 22 Aprile 2024

L’Austria è uno dei pochi Paesi in Europa in cui vige ancora il servizio di leva obbligatorio. L’Esercito può contare su circa 14.000 militari presenti in permanenza nelle caserme e immediatamente operativi e su altri 25.000 uomini della cosiddetta “milizia”. Sono austriaci che hanno già prestato il loro servizio di leva, della durata di 6 mesi, che sono ritornati alla vita civile, ma che restano disponibili per un’eventuale mobilitazione e sono obbligati a seguire periodiche esercitazioni di aggiornamento.

Il Ministero della Difesa ha annunciato ora una novità: tra breve sarà istituita una nuova unità, la “Reaktionsmiliz”, una milizia di pronto intervento. Sarà composta da uomini che svolgono il loro normale lavoro nella vita civile, ma che si renderanno disponibili nell’arco massimo di 72 ore, per essere impiegati ovunque sul territorio nazionale.

La “Reaktionsmiliz” avrà tre basi: due nella Bassa Austria (Horn e Amstetten) e la terza in Carinzia (Spittal an der Drau). Il personale verrà reclutato inizialmente nella milizia tradizionale, ma la proposta verrà estesa anche a chi non ne fa parte, che abbia le condizioni fisiche per superare i test di ammissione.

I compiti affidati alla nuova milizia di “pronto intervento” sembrerebbero essere solo di natura civile: soccorso in caso di calamità naturali, protezione di infrastrutture strategiche, supporto appoggio in caso di grandi eventi. In realtà l’addestramento previsto presuppone che il personale debba essere in grado di assolvere anche compiti strettamente militari.

Interessanti le condizioni economiche. Gli uomini della “Reaktionsmilliz” riceveranno lo stesso stipendio dei loro colleghi in servizio di leva, che è di 363 euro al mese (492 euro, in caso di impieghi operativi), più un “premio” annuale di 6.000 euro. Le condizioni sono: un impegno di tre anni e la frequenza di 30 giorni di esercitazione all’anno.

NELLA FOTO, soldati della milizia addetti alla vigilanza di un impianto elettrico.

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