Venerdì 19 Luglio 2024

Statistik Austria (l’istituto nazionale di statistica austriaco) ha svelato un dato che ha suscitato clamore, ma che in realtà non avrebbe dovuto sorprendere nessuno: nelle scuole di Vienna oltre la metà degli alunni non parla normalmente il tedesco; lo parla a scuola, malamente, ma non in famiglia e non nella vita di ogni giorno.

Perché una notizia del genere non avrebbe dovuto sorprendere? La risposta è molto semplice. L’Austria ha registrato negli ultimi anni un’immigrazione massiccia, di gran lunga superiore a quella dell’Italia, anche se noi continuiamo a lamentarcene. I nuovi arrivati non si sono ridistribuiti omogeneamente sull’intero territorio nazionale, ma si sono concentrati prevalentemente a Vienna, per ragioni abbastanza intuibili (maggiori opportunità di alloggio, di inserimento nel lavoro, di supporto da parte di altri connazionali già presenti). Tra i nuovi arrivati il tasso di natalità, almeno nei primi anni, è molto superiore a quello degli austriaci doc.

La conseguenza è che nelle scuole della città gli alunni giunti dall’estero o nati da famiglie giunte dall’estero è cresciuto rapidamente, tanto che ora supera il numero degli alunni viennesi. Ed ecco allora i dati pubblicati da Statistik Austria, secondo i quali per il 53% degli alunni il tedesco non è la lingua d’uso; questa percentuale sale al 59% nelle scuole elementari e addirittura al 78% nelle scuole medie (in Austria, come in Italia, elementari e medie rappresentano la “Pflichtschule”, la scuola dell’obbligo, ma le elementari durano 4 anni e le medie altri 4, mentre da noi sono 5 più 3).

Ma, ovviamente, le famiglie di recente immigrazione non si sono distribuite in tutto il territorio comunale. Per esse è stato più facile trovare alloggio nei quartieri più popolari. Ed ecco allora che nelle scuole elementari di quartieri come Margareten, Favoriten, Meidling, Brigittenau, tre quarti degli scolari non considerano il tedesco come lingua d’uso. Nelle scuole medie di Margareten, Ottakring, Hernals il rapporto sale al 90%. Per il 14% la lingua tedesca è del tutto sconosciuta, al punto che non sono in grado di seguire le lezioni.

La situazione è migliore nel resto dell’Austria, dove comunque un quarto degli alunni non considerano il tedesco come lingua d’uso. Il fenomeno è un segnale evidente del fallimento di tutte le politiche di integrazione. Gli alunni che continuano a parlare nella loro lingua madre in genere non sono stati paracadutati da pochi giorni o pochi mesi a Vienna: nel 60% dei casi sono nati qui, nell’80% dei casi hanno frequentato per più di due anni una scuola materna, nella quale dovrebbero pur aver appreso la lingua della loro nuova patria. Invece così non è.

Da più parti, quindi, si segnala l’urgenza di correre ai ripari, per esempio obbligando la frequenza della scuola materna fin dal terzo anno di età o introducendo corsi obbligatori di tedesco anche al di fuori dei normali programmi didattici.

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