Martedì 23 Aprile 2024

Se nelle prossime settimane vi troverete a Vienna in visita ai mercatini di Natale o se, non sia mai, vi troverete a Vienna perché avete vinto alla lotteria un biglietto per il Concerto di Capodanno, non lasciatevi sfuggire l’occasione di una visita al Belvedere, che in questi giorni (e fino all’11 febbraio) ha un’ospite straordinaria. Una “special guest”, come si legge nel titolo della mostra che le è dedicata.

La stessa mostra è “special”, perché espone una sola opera (e tanto dovrebbe bastare per comprenderne l’importanza). È il secondo dei due ritratti che Gustav Klimt dipinse all’inizio del secolo scorso dell’amica e mecenate Adele Bloch-Bauer. Adele era ebrea e sposata a un industriale dello zucchero ebreo, Ferdinand. Era già morta quando il nazismo prese il potere in Austria e i due quadri, assieme ad altri, che si trovavano in prestito permanente al Belvedere, furono confiscati, come tante altre opere d’arte che i predoni con la svastica confiscarono alle famiglie ebree.

Il primo dei due ritratti di Adele è più noto del secondo, probabilmente perché la vicenda giudiziaria promossa dall’erede Maria Altmann, nipote di Ferdinand, per riaverne il possesso, ebbe risonanza internazionale. Alla vicenda fu dedicato il film “Woman in Gold”, la “donna in oro”, perché nel dipinto Adele appare immersa in un fondo dorato, da cui si stenta a distinguere il profilo del corpo e delle vesti.

Alla richiesta di restituzione delle opere (non solo i due ritratti di Adele, ma anche tre paesaggi, pure di Klimt) il governo austriaco oppose una strenua e indegna resistenza, finché nel 2006 fu costretto da un arbitrato giudiziale a cedere. Nello stesso anno Altman vendette Adele Bloch-Bauer II per 87,9 milioni di dollari a Oprah Winfrey, che la mise a disposizione della Neue Galerie di New York (si chiama così, in tedesco, perché è un museo dedicato ad artisti austriaci e tedeschi). Dal 2014 il capolavoro di Klimt fu prestato al Museum of Modern Art di New York, dove rimase per due anni, fino a quando Winfrey lo vendette per 150 milioni di dollari a un collezionista cinese, rimasto anonimo.

Noi non ne conosciamo il nome, ma lo conosce evidentemente Stella Rollig, direttrice del Belvedere di Vienna, che è riuscita ad ottenere in prestito l’opera, probabilmente offrendone in cambio il restauro. Il museo di Vienna dispone infatti di personale specializzato in questo tipo di lavoro. Lo dirige Stefanie Jahn: “Attraverso una delicata, ma minuziosa pulizia della superficie dipinta – ha dichiarato – è stato possibile rimuovere la patina grigia e riportare in superficie i chiari toni originali rosa, verde e blu di Adele”.

Dopo quasi vent’anni di assenza, dunque, Adele è tornata “a casa”. La potremo rivedere al Belvedere superiore nello splendore dei suoi colori originali, come l’avevano vista oltre un secolo fa Klimt e la donna ritratta. Dopo l’11 febbraio il misterioso proprietario cinese se la riporterà a casa e forse nessuno la rivedrà più. Ecco perché in questa occasione il Belvedere merita una visita, più dei mercatini di Natale e forse più di un concerto di Capodanno.

NELLA FOTO, il ritratto di Adele Bloch-Bauer II, di Gustav Klimt, dopo l’intervento di restauro.

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