Lunedì 22 Aprile 2024

Christian Pilnacek, il morto che parla. Per la verità, lui non avrebbe avuto alcuna intenzione di parlare. A farlo parlare, anche da morto, è stato un ex politico del partito di Jörg Haider, che ne aveva registrato di nascosto la voce mentre era in vita. Le sue parole restituiteci dalla memoria digitale mettono ora sotto accusa il presidente del Parlamento, Wolfgang Sobotka, quello stesso per il quale la Procura per i reati di corruzione ha ottenuto ora l’autorizzazione a procedere dal Parlamento. In entrambi i casi all’esponente politico chiamato in causa vengono imputate indebite pressioni per impedire o deviare indagini nei confronti del suo partito.

Pilnacek – come avevamo riferito il 2 dicembre – era deceduto in circostanze tragiche il 20 ottobre scorso. Un lettore ci ha chiesto su Facebook perché “tragiche”. Rispondiamo che non si è trattato di una morte violenta, ma dai contorni comunque misteriosi, tanto che la Procura di Stato se n’era dovuta occupare.

Alla vigilia del 20 ottobre – era un giovedì – l’ex alto dirigente del Ministero della Giustizia aveva partecipato a una festa dove forse aveva alzato troppo il gomito. Nel viaggio di rientro a casa, nell’imboccare l’autostrada A22 all’altezza di Stockerau (in Bassa Austria, a nord-ovest di Vienna), aveva infilato per errore la corsia sbagliata, mettendosi contromano. La polizia lo aveva fermato, ritirandogli la patente perché in evidente stato di ebrezza. Aveva dovuto chiamare un conoscente per essere riaccompagnato a casa.

Nessuno sa quel che è accaduto dopo. Pilnacek non è mai rientrato nella sua abitazione o, se lo ha fatto, ne è subito riuscito. Nelle prime ore del mattino è stato trovato il suo cadavere nelle vicinanze di Krems. Una morte apparentemente naturale, ma sospetta, tanto da indurre la Procura di Stato a ordinare un’autopsia. L’esame autoptico e gli accertamenti effettuati dalla polizia hanno escluso la responsabilità di terzi.

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