Martedì 23 Aprile 2024

La Procura di Stato per i reati finanziari e di corruzione (Wirtschafts- und Korruptionsstaatsanwaltschaft) ha chiesto al Parlamento l’autorizzazione a procedere nei confronti del suo presidente, Wolfgang Sobotka (nella foto). È indagato per aver esercitato pressioni sul segretario generale del Ministero delle Finanze, Thomas Schmid, affinché fosse impedita una indagine fiscale nei confronti di due fondazioni della Bassa Austria, legate al suo partito, l’Övp (Partito popolare austriaco). Ne avevamo dato notizia mercoledì scorso.

Tutti i deputati, i membri del Bundesrat (la seconda Camera) e i consiglieri dei Landtag regionali godono di immunità. Come in Italia, è un privilegio previsto dalla Costituzione non per fare dei politici una casta “legibus soluta”, ma soltanto per impedire che la loro attività politica sia condizionata da indebite intromissioni delle autorità inquirenti. Possono essere indagati e processati, come tutti gli altri mortali, ma solo se l’assemblea a cui appartengono (in Austria il Nationalrat, il Bundesrat o uno dei nove Landtage) ne dà l’autorizzazione.

Quanto ci impiegherà il Parlamento austriaco a prendere in esame la richiesta della Procura sul caso Sobotka? Settimane? Mesi? No, i tempi di attesa austriaci sono inimmaginabili in Italia. Per l’autorizzazione a procedere qui servono due passaggi: il primo è davanti alla commissione parlamentare che si occupa espressamente di immunità; il secondo è davanti al Parlamento, che vota dopo aver udito la relazione della commissione.

Ebbene, entrambi i passaggi sono stati effettuati già oggi. La commissione parlamentare si è riunita questa mattina e ha deciso all’unanimità di concedere l’autorizzazione a procedere. Il parere della commissione è stato subito trasmesso al Parlamento, che oggi era in seduta e che al termine dei suoi lavori ha votato all’unanimità l’autorizzazione a procedere contro Sobotka, che in quel momento presiedeva l’assemblea.

Insomma, tutto risolto in 48 ore. Come del resto aveva chiesto lo stesso Sobotka, che fin dal primo momento si era dichiarato innocente e pronto a presentarsi agli inquirenti, per rispondere alle loro domande. L’inchiesta si fonda sulle dichiarazioni di Schmid e soprattutto sui messaggi telefonici da lui scambiati.

L’indagine della Procura anticorruzione abbraccia un arco di tempo che va dall’estate 2017 all’autunno 2018. Sobotka in quel periodo era stato prima ministro degli Interni nel governo Kern (Spö-Övp) e dal dicembre 2017 presidente del Parlamento. Le fondazioni oggetto delle verifiche fiscali portavano entrambe i nomi di due illustri esponenti del Partito popolare: la prima era la “Dr. Erwin Pröll Privatstiftung”, intitolata al potentissimo Erwin Pröll, per lunghi anni governatore con maggioranze assolute della Bassa Austria, in grado di fare il bello e il cattivo tempo anche a Vienna; la seconda era l’”Alois Mock Institut”, dal nome del ministro degli Esteri che nel 1995 aveva portato l’Austria nell’Unione Europea.

Quali fossero le attività delle due istituzioni (di una delle due era presidente proprio Sobotka) nessuno lo sa. L’impressione è che fossero scatole vuote, senza aderenti e senza sede, create al solo scopo di raccogliere sottobanco denaro destinato al partito, denaro che il partito non avrebbe potuto incassare direttamente. Tant’è vero che l’”Alois Mock Institut” subito dopo la sua fondazione aveva ricevuto 150.000 euro da un donatore rimasto anonimo. La fondazione Pröll, a sua volta, aveva ricevuto un contributo di 1,35 milioni di euro dal Land Bassa Austria, di cui fino a quell’anno era governatore lo stesso Pröll. Un simile importo erogato a una fondazione che non faceva nulla aveva suscitato un tale clamore che la fondazione era stata sciolta lì per lì e i soldi restituiti (salvo pagare nel 2018 l’imposta prevista per tali erogazioni con quello che noi definiremmo un “ravvedimento operoso”).

Ora il quadro ci sembra chiaro: ci sono due fondazioni, che ricevono soldi da fonti o per ragioni inspiegabili, e c’è un’indagine ispettiva del Ministero delle Finanze, che viene improvvisamente archiviata. La Procura che indaga ritiene che l’archiviazione sia avvenuta su pressione di Sobotka, che prima di diventare qualcuno a Vienna era stato assessore di Pröll nella giunta della Bassa Austria. Sobotka respinge le accuse, definendole false.

L’autorizzazione a procedere, che il Parlamento austriaco ha concesso con una rapidità che noi in Italia non riusciamo nemmeno a immaginare, consentirà alla Procura anticorruzione di fare il suo lavoro e, prima o poi, verremo a sapere se Sobotka è colpevole o, come lui va affermando con veemenza, innocente. Ai cittadini austriaci basterebbe sapere a che cosa servivano le due fondazioni dell’Övp e quali erano le ragioni per cui misteriosi benefattori le finanziavano. O forse lo sanno già.

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