Giovedì 20 Giugno 2024

Molti ristoranti a Vienna dispongono di un giardino o di una corte interna, dove possono essere accolti gli ospiti nei mesi più caldi dell’anno. Ma sono ancora di più i ristoranti e gli esercizi pubblici che dispongono di uno “Schanigarten”. Chi conosce Vienna sa di che cosa stiamo parlando. Si tratta di quello spazio esterno, antistante al locale, circondato in genere da una siepe in vaso o da uno steccato mobile, che viene utilizzato dai gestori dei locali per collocare sedie e tavolini per gli avventori che preferiscono consumare all’aperto pasti e bevande.

La differenza tra i giardini interni e gli “Schanigarten” sta nel fatto che i secondi si trovano su suolo pubblico – il marciapiede davanti al locale e a volte anche un tratto della strada – e necessitano, pertanto, di una autorizzazione amministrativa per l’occupazione della superficie. Bar e ristoranti con tavolini all’aperto li troviamo naturalmente anche in Italia e in altri Paesi del mondo, ma a Vienna sono particolarmente numerosi, circa 3.500, e fanno parte della tradizione della città. Questo perché i viennesi amano il sole e, appena le condizioni meteo lo consentono, affollano immediatamente i parchi pubblici della città e, appunto, gli “Schanigarten”.

Non esiste una data prestabilita per l’apertura di questi spazi. Alcuni ristoranti li allestiscono prima, altri dopo, a seconda delle temperature. Di solito, tuttavia, l’apertura coincide con la fine di marzo o con la prima settimana di aprile e viene celebrata ufficialmente dalla città. Quest’anno la cerimonia, se così possiamo definirla, si è tenuta davanti al caffè Stein, nel nono distretto, con la partecipazione del sindaco Michael Ludwig, del presidente della Camera dell’economia di Vienna Walter Ruck e del parroco del duomo di Santo Stefano Toni Faber.

L’evento ha avuto un valore puramente simbolico, perché di fatto negli anni del Coronavirus molti “Schanigarten” erano rimasti ininterrottamente aperti anche d’inverno, proprio perché in tempi di pandemia l’accesso agli ambienti chiusi era precluso o limitato. Molti esercizi sarebbero falliti, se non fosse stato concesso loro questo salvagente per continuare a svolgere la loro attività. Alle temperature fredde dell’inverno si era fatto fronte con l’uso di stufe a fungo per esterni. E anche nel giorno dell’inaugurazione ufficiale di quest’anno le condizioni meteo non erano proprio ideali e ospiti e autorità si sono presentati imbacuccati all’appuntamento.

Perché “Schanigarten”? Qual è l’origine di questo nome, in uso solo a Vienna? Vi sono molte ipotesi, ma quella più accreditata ha a che fare con l’Italia. Il primo a ottenere il permesso di schierare sedie e tavolini davanti al suo locale fu nel 1754 un certo Johann Jakob Tarone, che in alcuni documenti è indicato anche come “Taroni” o “Tarroni”. Il cognome ne rivela l’origine italiana e, non a caso, erano soprattutto italiani i frequentatori del suo esercizio. Dobbiamo tener conto che all’epoca la comunità italiana presente a Vienna contava oltre 7.000 membri, come avevamo annotato in questo blog il 1. giugno 2017.

Johann Tarone o, per gli italiani suoi clienti, Gianni Tarone, sarebbe l’”inventore” del giardinetto con sedie e tavolini davanti al locale: il “giardino di Gianni”, che in tedesco diventa “Giannis Garten”. A “Schani-Garten” il passo e breve. Stiamo parlando di un’ipotesi, perché spiegazioni certe sull’origine del nome non ve ne sono. Ma il nome e la presenza a Vienna di Johann Jakob Tarone sono documentati, così come è documentata l’autorizzazione da lui ottenuta il 6 maggio 1754 per l’allestimento di “una tenda per la mescita di bevande rinfrescanti”. Il primo degli “Schanigarten” era nato.

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