Mercoledì 22 Maggio 2024

Lo scenario nel Partito socialdemocratico austriaco (Spö) resta drammatico, ma quanto meno da ieri appare semplificato. Come è noto, la socialdemocrazia austriaca è afflitta da una mania autodistruttiva, con una leadership incerta, un fuoco amico che strizza l’occhio alla destra populista e anti-migranti e una sinistra più radicale, ma senza prospettive politiche reali. Non sono le premesse migliori per affrontare, il prossimo anno, le elezioni per il rinnovo del Parlamento.

Da ciò la decisione del Parteivorstand (la direzione nazionale del partito, composta da 50 membri) di indire un congresso straordinario per rieleggere alla segreteria l’attuale leader Pamela Rendi-Wagner o eleggere al suo posto un altro candidato, ritenuto più adatto ad affrontare le sfide del momento. Per giunta, il congresso sarà preceduto da una consultazione degli iscritti all’Spö (il numero era incerto, per il riserbo mantenuto in proposito, ma ora sappiamo che sono 148.000), che diranno come la pensano. L’aspetto curioso è che poi il congresso potrebbe non tenerne conto, come avevamo già annotato il 16 marzo scorso, perché i delegati saranno statutariamente liberi di votare per chi vogliono e non chi è risultato il più votato nel referendum tra gli iscritti.

Quando era stata annunciata la doppia convocazione – della consultazione della base e del successivo congresso – si era registrata una corsa alle candidature o autocandidature (ne avevamo riferito il 27 marzo), che aveva visto sommarsi addirittura 73 nomi. Insomma, un caos preannunciato, che avrebbe paralizzato l’Spö, impedendogli di risolvere il problema cruciale della sua leadership.

Da allora, per fortuna, la situazione si è chiarita. Determinante è stata la decisione della direzione nazionale di pretendere che ogni candidatura fosse accompagnata da almeno 30 firme di presentazione. Il numero non è sconvolgente, ma è bastato per spazzare via decine di autocandidature fasulle. Altre candidature sono state scremate, perché mancavano dei requisiti necessari (primo fra tutti quello dell’iscrizione al partito). Altri candidati, infine, si sono fatti da parte spontaneamente.

Alla fine ne sono rimasti soltanto tre, quelli che fin dall’inizio erano stati considerati come gli effettivi sfidanti: la segretaria in carica Pamela Rendi-Wagner, il governatore del Burgenland Hans Peter Doskozil e il sindaco di Traiskirchen Andreas Babler. La candidatura di Rendi-Wagner ha raccolto facilmente 100 firme tutte al femminile, quasi un segno di protesta per l’ostilità di genere che sarebbe sottesa alla contestazione della sua leadership. Doskozil ne ha raccolto 440, in gran parte tra i “compagni” del suo Land. Babler ha raggiunto addirittura quota 2.000.

La consultazione degli iscritti avrà luogo dal 24 aprile al 10 maggio. Il periodo è stato scelto di proposito, per non interferire con le elezioni regionali nel Salisburghese, che si terranno il 23 aprile. Gli iscritti all’Spö potranno votare per posta o per internet. Lo svolgimento delle votazioni sarà seguito da una commissione elettorale, appositamente nominata e presieduta dal presidente della Camera dei notai, Michael Umfahrer. Lo spoglio sarà effettuato da un team di quattro società di informatica esterne al partito.

Tutto chiaro? Sì, ora è tutto chiaro, ma non tutto è risolto. Il congresso straordinario è stato convocato per il 3 giugno e in quell’occasione i 650 delegati potranno votare per chi vorranno, come abbiamo scritto sopra, anche ignorando l’esito della consultazione. Non solo, in quella sede potranno essere presentate nuove candidature. Insomma, non sarà una semplice ratifica del voto referendario. L’ipotesi ritenuta più probabile è che il congresso svolga la funzione di ballottaggio tra i due candidati più votati dalla base, qualora nessuno dei tre superi il 50% dei consensi.

Ne vedremo delle belle.

NELLA FOTO, la sede della segreteria e della direzione nazionale dell’Spö (la cosiddetta “Zentrale”), in Löwelstrasse a Vienna, a fianco del Burgtheater.

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