Venerdì 19 Luglio 2024

Le emissioni di gas serra in Austria sono scese lo scorso anno del 6,4% (rispetto all’anno precedente), raggiungendo livelli che non si vedevano dal 1990, ovvero dall’anno in cui se n’era incominciata la misurazione. L’annuncio è stato dato da Leonore Gewessler (nella foto), ministra per l’Ambiente, nel corso di una conferenza stampa.

Le ragioni possono essere più d’una e appare impossibile stabilire quali tra tante sia stata quella determinante. Gewessler, dal conto suo, è orgogliosamente convinta che un ruolo importante lo abbiamo giocato le misure messe in campo dal governo, soprattutto su iniziativa dei Verdi. I bassi valori di gas serra registrati – ha dichiarato la ministra – sarebbero la dimostrazione che i provvedimenti sono stati efficaci e che si debba proseguire su questa strada.

In base ai dati a disposizione dell’Ufficio federale per l’ambiente, lo scorso hanno sono state emesse in Austria 72,6 milioni di tonnellate di gas serra, con una riduzione di circa 5 tonnellate rispetto al 2021.

Altri fattori che potrebbero aver concorso a questo contenimento delle emissioni potrebbero essere l’aumento del prezzo di gas e carburanti (che ne avrebbe scoraggiato i consumi), ma anche l’inverno relativamente mite. L’ipotesi non è condivisa da Gewessler, che fa notare come nel 2021 si sia registrato anche una crescita economica del 5%, il che significa un aumento delle attività produttive e dei servizi, mentre il calo delle emissioni si è avuto in tutti i settori, dai trasporti all’agricoltura, dall’industria alle residenze abitative.

Gewessler attribuisce un ruolo importante all’introduzione del “Klima-Tiket” (l’abbonamento a basso prezzo per viaggiare su tutti i mezzi pubblici di trasporto del proprio Land o dell’intero territorio nazionale, lasciando l’auto in garage), agli incentivi per la produzione di energia da fonti rinnovabili, all’impulso alle ristrutturazioni edilizie per ridurre le dispersioni di calore. Günther Lichtbau, esperto climatico dell’Ufficio federale per l’ambiente, aggiunge i gradi di temperatura negli edifici, che lo scorso anno si è cercato di ridurre. Ciò ha comportato un calo di emissioni del 12,8%.

Il problema ora è di far sì che le emissioni rimangano al basso livello raggiunto e che non tornino a crescere se, per esempio, dovessero ridursi i prezzi dei carburanti alla pompa o se anche il gas per il riscaldamento dovesse ridiventare illimitatamente disponibile e ai prezzi di una volta.

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