Venerdì 14 Giugno 2024

Favoriten è il quartiere più popoloso di Vienna. Vi risiedono poco meno di 220.000 persone, molte delle quali di origine straniera. Qui il confronto tra etnie e fedi religiose diverse è particolarmente evidente e non a caso proprio qui è nato un Gruppo di dialogo interreligioso (Interreligiöse Dialoggruppe Favoriten). Non ha un compito facile, perché l’atteggiamento delle comunità presenti è diverso.

Ci spieghiamo con un esempio. Nessun cristiano ha mai sfregiato o vandalizzato sinagoghe o moschee. Nessun ebreo lo ha mai fatto nei confronti di chiese cristiane o luoghi di culto islamici. Gli unici atti vandalici sono riconducibili a quest’ultima etnia, che finora se l’era presa soltanto con gli ebrei, giungendo addirittura ad appiccare un incendio alla loro sala di preghiera nel settore ebraico del Zentralfriedhof, il Cimitero centrale di Vienna.

Da qualche tempo i musulmani – ovviamente stiamo parlando di una minoranza di esaltati, non dell’intera comunità presente a Vienna – hanno preso di mira anche le chiese cattoliche. Il loro bersaglio preferito è la Antonskirche, una enorme chiesa con pareti di mattoni, sovradimensionata per il numero di fedeli di oggi, dedicata ad Antonio da Padova, il santo dei porcari, dei panettieri, dei minatori, a cui ci si rivolge per avere un figlio o per trovare gli oggetti smarriti e anche un partner, se tutti i normali espedienti non hanno funzionato.

Già quattro anni fa una cinquantina di giovani di origine turca avevano fatto irruzione in questa chiesa, prendendo d’assalto banchi e confessionali al grido di “Allah Akbar”. Ma allora si era trattato di una reazione alle vignette di “Charlie Hebdo” e alla Francia di Emmanuel Macron (anche se, ovviamente, la chiesa di Favoriten e Sant’Antonio non c’entravano nulla né con le vignette, né con Macron). Ne avevamo riferito in questo blog il 1. novembre 2020.

Questa volta l’aggressione alla chiesa è immotivata, spiegabile soltanto con il disprezzo islamico per gli “infedeli”. Sulle pareti esterne sono apparse scritte, tracciate con pennarelli, che inneggiano all’Islam e che suonano minacciose: “L’Islam vincerà, con te o senza di te”, “Prega, prima che sia troppo tardi”, “Deen over Dunya” (significa che i musulmani pongono la loro religione al di sopra del mondo terreno, nel quale Dio vuole soltanto metterli alla prova).

Sono espressioni che non hanno suscitato eccessivo allarme – di certo non come l’episodio vandalico di quattro anni fa – ma che descrivono bene il genere di convivenza tra islamici e non islamici nel quartiere. Le scritte sono lì da qualche tempo e finora nessuno ha pensato di rimuoverle, sia perché la pulitura dei mattoni è complicata (non basta dare una mano di vernice come su un intonaco), sia perché è convinzione diffusa che riapparirebbero il giorno dopo.

Qualcosa però si sta muovendo. La rimozione delle scritte verrebbe a costare 250.000 euro, una somma che la parrocchia non ha. Il consiglio parrocchiale ha però aperto un conto, confidando sulla generosità dei fedeli. Per restituire alla Antonskirche il suo decoro e per non darla vinta alla prepotenza di chi professa un’altra fede.

NELLE FOTO, la chiesa di Sant’Antonio, nel quartiere di Favoriten di Vienna, e alcune delle scritte apparse sui mattoni delle pareti esterne.

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