Domenica 25 Febbraio 2024

IMG_6059 - CopiaNon si è ricomposto lo scisma avvenuto in primavera nella comunità cattolica italiana di Vienna. I fedeli della capitale hanno abbandonato la Minoritenkirche (Chiesa dei Minoriti), nel primo distretto, che da 235 anni era la loro “casa”, per trasferirsi in blocco nella chiesa della Santissima Trinità, sulla Alserstrasse (nono distretto), amministrata anch’essa dai frati minori conventuali.

Il nome dell’ordine religioso non tragga in inganno. La chiesa nel primo distretto, che era stata per oltre due secoli il luogo di culto dei fedeli di lingua italiana, si chiama “dei Minoriti” per ragioni storiche, ma in realtà fa capo a un’associazione privata di diritto austriaco, la “Congregazione degli italiani”. In origine, quasi tre secoli fa, questa istituzione aveva oltre 6.000 iscritti, tra cui tutta l’élite intellettuale italiana presente a Vienna, mentre oggi ne conta soltanto un’ottantina.

Alla Congregazione spetta l’amministrazione della chiesa, mentre l’attività pastorale e liturgica è affidata a un sacerdote, d’intesa con la diocesi. Fino all’aprile scorso tra la Congregazione e l’Ordine dei frati minori era stata stabilita una convenzione, per cui era un religioso della seconda, padre Thomas Manalil, ad occuparsi delle celebrazioni liturgiche (tra cui le messe in lingua italiana al sabato sera e alla domenica mattina), dell’amministrazione dei sacramenti, dei corsi di catechismo, della preparazione al matrimonio e di ogni altra attività di assistenza religiosa ai fedeli italiani di Vienna.

La crisi si è manifestata un po’ alla volta dopo l’elezione di Daniela Panella Jirout al vertice della Congregazione. La nuova prefetta, infatti, non gradiva le scelte liturgiche di padre Thomas, in particolare l’accompagnamento musicale delle messe domenicali. Il sacerdote, infatti, aveva animato un coro di ragazzi, mentre Panella Jirout insisteva per brani sacri colti, eseguiti all’organo. Il braccio di ferro tra di due si era concluso quando la prefetta, che aveva il coltello dalla parte del manico, aveva “licenziato” il frate minorita. Ma aveva fatto i conti senza l’oste. Padre Thomas era ritornato alla sua “casa madre”, la chiesa dei minoriti sull’Alserstrasse, dedicata alla Santissima Trinità, seguito da tutti i fedeli, come avevamo riferito in questo blog il 2 aprile scorso.

A distanza di quasi nove mesi la situazione non è cambiata, anzi si è cristallizzata. La comunità dei cattolici di Vienna (nel linguaggio ecclesiastico viene definita “Missione cattolica italiana”) è ormai stabilmente operante nella chiesa della Santissima Trinità, sull’Alserstrasse, e tale è riconosciuta dall’Arcidiocesi di Vienna. Vi si celebrano qui due messe in lingua italiana (al sabato alle 17 e alle domenica alle 11.30) e vengono svolte qui tutte le attività pastorali per la comunità italiana.

Alla Minoritenkirche del primo distretto, invece, si è fatto il vuoto. Vengono sempre celebrate le messe in italiano al sabato e alla domenica, con sacerdoti che cambiano di volta in volta, ma non esiste più una comunità di fedeli. Vi partecipano soltanto turisti e altri italiani che si trovano occasionalmente a Vienna. Ovviamente non c’è un coro di fedeli che accompagni la liturgia, ma durante la celebrazione delle messe viene suonato l’organo, come desiderava la prefetta Panella Jirout, o vengono a esibirsi cantanti professionisti.

Assente del tutto l’attività pastorale, mentre lo storico edificio di culto viene utilizzato prevalentemente per concerti di ensemble musicali, cori, organisti. I visitatori della chiesa non trovano all’ingresso stampe religiose e immagini devozionali, ma una selva di pannelli che annunciano i concerti in programma. Nei prossimi giorni, per esempio, sono annunciati un concerto per organo con musiche di Brahms, un concerto per trombe, l’esibizione di un coro russo di voci virili, un “concerto spirituale” della Wiener Kammer Orchester. Inoltre si raccolgono adesioni per costituire un coro intitolato ad Antonio Salieri. Più che da una congregazione religiosa, la Minoritenkirche sembra gestita da un organizzatore di eventi musicali. A pagamento, naturalmente, come si evince dal cartello “Abendkasse”.

 

NELLA FOTO, la selva di tabelle che si parano davanti a chi entra nella Minoritenkirche. Non annunciano iniziative religiose, ma i prossimi concerti.

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