Lunedì 22 Aprile 2024

La “Wiener Zeitung” ha i giorni contati. Letteralmente. Il più antico giornale del mondo, che fra poco più di un mese avrebbe festeggiato i 320 anni, cesserà venerdì le sue pubblicazioni. Per il mondo dell’informazione austriaca è un vero è proprio lutto, perché con la “Wiener Zeitung” scompare uno dei pochi fogli d’informazione che qui si definiscono “di qualità”. Ma è un lutto anche per l’Austria, perché il giornale, con la sua storia durata ininterrottamente oltre tre secoli, rappresentava un “monumento” culturale, più vecchio dei tanti palazzi di Vienna che conosciamo.

Quando il principe Eugenio di Savoia fece costruire il Belvedere, la “Wiener Zeitung” c’era già. Quando l’imperatrice Maria Teresa affidò l’incarico a Nikolaus von Pacassi di progettare il castello di Schönbrunn e l’annesso parco nelle forme attuali, lui c’era già.

E poiché la Vienna che conosciamo incomincia sostanzialmente da lì, dalla stagione del Barocco – perché di tutto ciò che viene prima ci sono rimaste poche tracce – possiamo legittimamente sostenere che sulle pagine della “Wiener Zeitung” è passata la storia della nostra Vienna. Un racconto che ha dell’incredibile, perché poche altre testate al mondo sono state in grado di affrontare e sopravvivere a tre secoli di guerre, rivoluzioni, crisi economiche e pandemie. Ne avevamo fatto cenno in un articolo apparso in questo blog il 31 ottobre 2022.

Le ragioni della chiusura del giornale sono essenzialmente economiche. La “Wiener Zeitung” è di proprietà dello Stato. È un quotidiano di informazione nazionale e internazionale, come tutti gli altri, ma dai tempi di Giuseppe II aveva svolto anche le funzioni di Gazzetta Ufficiale. Su un dorso a parte venivano pubblicate le leggi e i decreti dello Stato, nonché gli atti delle società commerciali per i quali è richiesta la pubblicazione. Il bilancio del giornale si reggeva in buona parte su queste inserzioni a pagamento, che fruttavano circa 20 milioni all’anno.

Da qualche tempo questa voce d’entrata non esiste più, perché le società possono pubblicare i loro atti sul web e per loro è venuto meno l’obbligo della pubblicazione cartacea. Gli introiti delle copie vendute e della pubblicità commerciale non bastano da sole a coprire le uscite. Da ciò la decisione del governo di chiudere un giornale che rappresentava soltanto un costo per le casse dello Stato. Anche se in questo modo decretava la fine di una storia di 320 anni che – secondo molti esponenti della cultura austriaca e di tutti, proprio tutti i direttori degli altri giornali austriaci – si sarebbe dovuta proteggere, come si fa con i panda.

Per addolcire la pillola, il governo ha stabilito che dal 1. luglio la “Wiener Zeitung” continuerà ad uscire on line e una volta al mese anche in forma stampata. Sono scelte di cui non si capisce la ragione, perché la pubblicazione on line comporterà comunque un costo e perché di un nuovo mensile non si avverte assolutamente l’esigenza. Ma forse sono solo stratagemmi per ridurre gli effetti del trauma. Già qualche giorno fa si è saputo che il mensile, in realtà, uscirà cinque volte all’anno anziché 12. È quindi solo questione di tempo perché la “Wiener Zeitung” scompaia del tutto.

Per questo a chi vive a Vienna o si trova a Vienna in questi giorni suggeriamo di acquistare subito una copia del giornale e di conservarla tra i cimeli di questa città, come hanno fatto i berlinesi con i frammenti del Muro. Da sabato la “Wiener Zeitung” apparterrà alla storia.

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Ma la “Wiener Zeitung” è davvero i più antico giornale del mondo? Qualcuno lo nega, sostenendo che il più antico sarebbe la “Gazzetta di Mantova”. In effetti nella città lombarda, nel 17. secolo ducato dei Gonzaga, è documentata la presenza di un foglio di informazione dal 1664. Ma si tratta di una stampa senza testata, contraddistinta soltanto dalla data di pubblicazione e da un numero progressivo. La testata “Gazzetta di Mantova” o, ad essere più precisi, “Supplimento della Gazzetta di Mantova” è documentata soltanto dal 1705.

NELLA FOTO, il necrologio apparso qualche giorno fa su un sito web di informazione. Vi si legge, tra l’altro: “Con amore e gratitudine prendiamo congedo dalla nostra fidata e amata Wiener Zeitung, che venerdì 30 giugno, nel suo 320. anno di vita, dopo un’esistenza piena e movimentata, è stata strappata inaspettatamente alla vita. Le ragioni della dipartita e i responsabili rimarranno per l’eternità conservati in Internet”.

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