Martedì 23 Aprile 2024

Il 7 dicembre si aprirà la stagione dello sci a Pramollo. Alla stessa data entreranno in funzione gli impianti di risalita anche a Bad Kleinkirchheim. Sono le due località più frequentate dagli italiani, per la vicinanza al nostro confine e per la quantità e la qualità di impianti e di piste. Negli altri poli carinziani il via alle danze sulla neve avverrà con qualche giorno di anticipo o di ritardo, segno evidente dell’incertezza meteorologica che regna sovrana e che mette in forse l’apertura della stagione.

Verrà la neve? E quando verrà? In tempi non molto lontani si sciava già durante il ponte dei Santi e dei Morti, mentre ora neppure sul Mölltaler Gletscher – il polo sciistico sul ghiacciaio a 3000 metri di altitudine – si è certi di potercela fare. Una volta qui la stagione incominciava in settembre e gli sci club friulani e giuliani se ne approfittavano per far riscaldare le gambe ai loro atleti. Ma ora non nevica nemmeno qui e non si può provvedere con i cannoni, perché lo zero termico è sopra i 3.000 metri.

La pagina web del Mölltaler Gletscher, ora di proprietà di un investitore slovacco, annunciava per ieri l’apertura della stagione. Ma nella stessa pagina si poteva leggere poco sotto (in tedesco, inglese, slovacco e ceco, non in italiano) che la stazione “è momentaneamente chiusa” e che “l’attività sciistica incomincerà non appena le condizioni della neve lo consentiranno”. Di quale neve si parla? Per il momento non se ne vede traccia. Su Facebook è apparsa una foto impietosa che mostra rocce e prati verdi ancor in veste estiva.

In attesa di tempi migliori, Pramollo e le altre località carinziane hanno anticipato qualche notizia sulla prossima stagione, in vista della quale qui non si è badato a spese: sono stati investiti oltre 30 milioni per migliorie. Ma la sorpresa principale riguarda il prezzo dello skipass, che per la prima volta supera la soglia dei 60 euro, con un aumento del 10% sulla precedente stagione.

A Pramollo, Bad Kleinkirchheim e Gerlitzen il giornaliero per un adulto in alta stagione costerà 62 euro (lo scorso anno era 56,5). Al Katschberg e alla Turracher Höhe dovrebbe essere di 60,5 euro (ma devono ancora decidere). Un po’ meno nei poli minori. La differenza con i poli friulani è eclatante: da noi il costo massimo è di 44 euro. Sufficiente per invogliare i carinziani ad attraversare il confine? L’offerta dei poli carinziani è nettamente superiore (basti pensare a Pramollo, con 30 impianti di risalita e 110 chilometri di piste), ma per una famiglia potrebbe rappresentare un salasso e piste come quelle del Lussari sono certo in grado di sedurre i nostri vicini d’Oltralpe. I conti si faranno a fine stagione.

Il sensibile aumento del prezzo dello skipass in Carinzia – ma ancor di più sono aumentati i prezzi delle strutture ricettive e dei luoghi di ristoro – è stato spiegato dai responsabili del settore con l’aumento dei costi, che hanno riguardato l’energia per muovere gli impianti e preparare le piste e la retribuzione del personale. Ricordiamo che l’Austria è il Paese dell’Ue con il tasso di inflazione più alto, che solo in settembre è scesa al 6%, ma che all’inizio dell’anno era sopra l’11.

Sull’altro piatto della bilancia, tuttavia, vengono messi gli investimenti fatti per migliorare l’offerta e che, come dicevamo all’inizio, ammontano a 30 milioni: una seggiovia a 6 posti con sedili riscaldati alla Turracher Höhe, un nuovo bacino idrico per alimentare i cannoni sparaneve a Pramollo, un parcheggio con 188 stalli sulla Gerlitzen, una nuova sciovia a Bad Kleinkirchheim.

NELLA FOTO il polo sciistico di Nassfeld-Pramollo, imbiancato come accadeva fino a qualche anno fa, quando la neve poteva davvero definirsi “la bianca signora”.

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