Martedì 23 Aprile 2024

Molti dei campioni di calcio che conosciamo hanno incominciato a giocare da ragazzini, inseguendo il pallone sulla strada davanti a casa o su qualche prato nei paraggi. Per allenarsi non avevano avuto bisogno di uno stadio. Ma i campioni del bob, dove hanno incominciato? E, prima ancora, come diavolo è venuto loro in mente di cimentarsi in una disciplina che non si può praticare, se non si ha a disposizione un impianto dal costo – lo abbiamo appreso ora – che supera i 100 milioni?

Sono domande che ci sono venute in mente pensando alle Olimpiadi invernali del 2026, che non si terranno più soltanto a Cortina, come nel 1956, ma un po’ qua e un po’ là, come si usa ormai di questi tempi, tant’è che la denominazione ufficiale è “XXV Giochi olimpici invernali Milano Cortina 2026”.

La preparazione del grande evento sportivo, come di tutti i grandi eventi in Italia, procede con fatica e si dovranno far miracoli per essere pronti con tutte le strutture all’arrivo della fiaccola olimpica, fra tre anni. Uno dei punti di domanda riguarda proprio la pista di bob che non c’è. Quella utilizzata a Cortina 70 anni fa non era più adeguata ed è stata smantellata. Ne serve una nuova, ma i lavori non sono ancora incominciati. Anzi, per dirla tutta, non si trova nemmeno un’impresa disponibile a realizzarli, benché lo stanziamento iniziale di 47 milioni (previsione di spesa del 2019) sia stato portato a 124 milioni.

Il commissario della Società infrastrutture Milano Cortina 2026, Luigi Valerio Sant’Andrea, assicura che l’affidamento dei lavori avverrà entro settembre. In attesa di sapere se tanto ottimismo sia giustificato, si è fatto avanti il sindaco di Innsbruck, Georg Willi, mettendo a disposizione dell’Italia la pista di bob della sua città. I vantaggi sarebbero molteplici: l’impianto esiste già (salvo lavori di adeguamento per 27 milioni); lo Stato italiano (o, per dirla in altre parole, il contribuente italiano) risparmierebbe 124 milioni per un’opera che, concluse le Olimpiadi, non verrebbe usata quasi mai, perché i costi annuali di gestione intorno al milione di euro sono insostenibili (l’esperienza di Torino insegna); la conca di Cortina eviterebbe lo scempio di un impianto devastante dal punto di vista paesaggistico.

Quali sono le controindicazioni? Il fatto che, accettando l’offerta di Innsbruck, una delle discipline olimpiche “emigrerebbe” in un altro Paese. In altri tempi, quando le Olimpiadi invernali ed estive si svolgevano in un’unica sede, questa obiezione avrebbe avuto senso. Ma ce l’ha oggi, con giochi olimpici sparpagliati addirittura in più regioni? E, nell’Europa Unita, Innsbruck si può considerare ancora “estero” e non invece città dell’esistente Euroregione Tirolo-Alto Adige-Trentino? Per non parlare delle distanze: Cortina dista 168 chilometri da Innsbruck, mentre per Milano i chilometri sono 405.

Insomma, le ragioni per riflettere e per prendere in considerazione l’offerta di Innsbruck ci sono. Il sindaco Willi (unico sindaco dei Verdi in Austria) è sceso a Bolzano, per spiegare meglio la sua proposta. Lo ha fatto di sua iniziativa, perché, smentendo le voci diffuse in Italia, finora nessuno lo aveva mai contattato.

I termini sono sostanzialmente questi: 1) Innsbruck si impegna ad adeguare la sua pista di bob agli standard oggi richiesti, investendovi 27,43 milioni di euro, già stanziati (come è prassi in Austria, alla spesa concorrono in parti uguali lo Stato, il Land e il Comune; si era fatto così anche per lo stadio di calcio di Klagenfurt); 2) l’Italia concorre alla spesa per la costruzione delle tribune che servono per le Olimpiadi (costo tra i 10 e i 12 milioni); Innsbruck si impegna a mettere a disposizione la pista di bob degli atleti italiani, per allenamenti o gare, anche in futuro.

La proposta sembra sensata, ma non a tutti. Il sindaco di Cortina, Gianluca Lorenzi, finora non si è espresso, mentre il commissario Sant’Andrea ha ribadito la necessità di realizzare l’impianto a Cortina ad ogni costo. Nel merito dei costi non avevamo dubbi.

NELLA FOTO, la pista di bob di Innsbruck, situata in località Igls.

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