Venerdì 14 Giugno 2024

Oggi Innsbruck è andata al ballottaggio per l’elezione del sindaco. Al primo turno di voto, due settimane fa, il confronto era avvenuto fra 13 candidati, un numero senza precedenti in Austria. Oggi la scelta era limitata ai due più votati della prima giornata: il sindaco uscente dei Verdi, Georg Willi, e Johannes Anzengruber, un fuoriuscito dall’Övp. Gli elettori hanno preferito il secondo, che sarà quindi il nuovo sindaco di Innsbruck nei prossimi 5 anni.

Innsbruck, capoluogo del Tirolo, ha 130.000 abitanti e di solito non diamo notizie di città di queste dimensioni. Non le diamo, per esempio, per Klagenfurt, che ha poco più di 100.000 abitanti. Ma Innsbruck oggi suscita la nostra curiosità per un fenomeno che gli austriaci usano definire “italienische Verhältnisse”.

Chi vive in Austria e segue la cronaca politica sa di che cosa stiamo parlando, ma lo dobbiamo spiegare a chi magari ne ha sentito parlare o ne ha letto, ma non è stato in grado di comprendere la locuzione. Con “italienische Verhältnisse” si fa riferimento alla politica italiana, dandone un giudizio non proprio lusinghiero. Queste parole indicano la situazione tradizionalmente precaria della politica nel Bel Paese, con frequenti crisi di governo, ma anche la frammentazione del quadro politico, costituito da alcuni partiti relativamente grandi e da una grande quantità di micropartiti, creati ad arte per soddisfare le ambizioni di politici di piccolo cabotaggio.

Quando in Austria cade un governo e a volte si va ad elezioni anticipate, si parla di “italienische Verhältnisse. Come a dire: ora capita anche da noi, in Austria, quello che è accaduto sistematicamente in Italia. In effetti, negli ultimi anni, i governi in Italia sono stati più duraturi dei governi austriaci, che in passato quasi sempre duravano per l’intera legislatura. Erano i tempi in cui due partiti da soli – quello socialdemocratico (Spö) e quello popolare (Övp) – raggiungevano insieme l’80 o addirittura il 90 per cento dei suffragi. Per alcuni anni l’Övp e per alcuni anni successivi anche l’Spö avevano ottenuto la maggioranza assoluta e avevano potuto governare da soli. Insomma era un’epoca in cui era facile formare un governo e durare fino all’elezione successiva.

Ora il mondo è cambiato. I partiti si sono moltiplicati anche in Austria, pur non raggiungendo il numero esorbitante di quelli italiani. Le elezioni comunali a Innsbruck confermano questa tendenza. Le liste presentate erano 13. Di queste, 7 hanno superato la soglia del 4% per entrare in consiglio. Sono liste create ex novo e liste nate dalla frammentazione di liste preesistenti. A soffrirne è stato in particolare l’Övp, che a Innsbruck e nel Tirolo sarebbe maggioritario, ma che a forza di perdere elementi per strada ora si trova al quinto posto, con il 10,2%, dopo aver bruciato il suo candidato sindaco Florian Tursky, costretto a rinunciare al ruolo di sottosegretario nel governo Nehammer, per tornare nel suo Tirolo, in soccorso di quel che resta del suo partito, incorporato in una lista dal nome Ni (Neue Innsbruck), assieme a Fi (Für Innsbruck, lista nata nel 1994 da una scissione dall’Övp) e al Seniorenbund (Lega degli anziani).

In questo scenario caotico, che già aveva paralizzato la vita della giunta Willi, il partito che alla vigilia appariva più solido era l’Fpö (estrema destra), perché l’unico compatto al suo interno. E il suo candidato sindaco, Markus Lassenberger, era in odore di farcela, almeno fino al ballottaggio. Non è andata così. L’Fpö, che ha livello nazionale è intesta ai sondaggi, a Innsbruck si è dovuto accontentare del terzo posto, con il 15,2%. E anche Lassenberger è stato escluso del ballottaggio.

Il vincitore di oggi, Johannes Anzengruber, era fino a ieri un esponente di spicco dell’Övp tirolese e vicesindaco della giunta Willi. Ha litigato con il suo partito che, anziché candidarlo a sindaco, ha preferito far rientrare da Vienna Tursky. Si riteneva che Tursky avrebbe beneficiato elettoralmente delle popolarità conseguita nel ruolo di sottosegretario, ma è stato un errore. A Innsbruck Tursky è sembrato un “visitor” paracadutato da Vienna e nessuno, in realtà, sa che cosa abbia fatto al governo.

Anzengruber ha creato alla velocità della luce una sua lista personale, chiamandola Ja (la sigla del suo nome). Sembrava destinata al fallimento e invece ha ricevuto più voti della lista dell’Övp. Se l’Övp lo avesse tenuto con sé e lo avesse candidato al posto di Tursky, allo spoglio delle schede sarebbe stato il primo partito. Nella votazione diretta per l’ufficio di sindaco Anzengruber al primo turno era arrivato secondo, con il 19,4%, dopo il sindaco uscente Willi, con il 22,9%. Oggi le posizioni di questi due si sono invertite: Anzengruber primo, con il 59,6%, secondo Willi, con il 40,4%.

Già domani il nuovo sindaco avvierà i colloqui con gli altri partiti per la formazione della giunta. Non sarà affatto un compito facile. I gruppi consiliari sono 8, tutti con pochi seggi. Per avere una maggioranza saranno necessarie coalizioni di tre o quattro forze politiche, tutte abbastanza disomogenee. Il futuro si annuncia burrascoso e a Innsbruck si tornerà a parlare di “italienische Verhältnisse” anche se noi non c’entriamo. Hanno fatto tutto da soli.

NELLA FOTO, il nuovo sindaco di Innsbruck, Johannes Anzengruber, con i suoi sostenitori, mentre ascoltano gli exit poll dati dalla televisione, che annunciano la vittoria.

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