Lunedì 24 Giugno 2024

21.04.28 ECDC European Center for Disease Prevention and ControlRecarsi in Austria dall’Italia oggi rappresenta ancora un problema. Vi sono norme generali molto restrittive e dissuasive, perché comportano l’obbligo di una quarantena di 10 giorni una volta arrivati. È vero, ci sono varie eccezioni, ma non sempre di facile interpretazione. Per esempio, si può entrare in Austria soltanto per far visita un paio di giorni a un familiare o parente? Oppure a una persona con cui si ha una relazione sentimentale non ufficializzata da un matrimonio? E chi ha comprato in Austria una casa per le vacanze può andarci per un weekend o per controllare che non ci siano perdite all’impianto idrico?

Dal 19 maggio questa musica dovrebbe cambiare. Il 19 maggio è il giorno in cui il governo austriaco prevede di aprire quasi tutto, dai ristoranti ai caffè, dai teatri ai musei, dagli impianti sportivi a quelli turistici. Ciò che finora non era stato detto è che da quel giorno è prevista anche una semplificazione delle procedure per l’ingresso dei turisti dalla maggior parte dei Paesi europei e anche del rientro in Austria di cittadini austriaci residenti all’estero. Per tutti questi non ci sarà più l’obbligo della quarantena, a meno che non provengano da regioni del mondo ad alta incidenza di contagi.

Vediamo in dettaglio quali saranno le nuove regole, avvertendo però che per ora si tratta soltanto di disposizioni abbozzate sulla carta e che nella loro traduzione in formali ordinanze si terrà conto ovviamente dell’evoluzione o involuzione dell’epidemia nei prossimi giorni.

La bussola per orientarsi sarà la mappa pubblicata ogni mercoledì dall’Ecdc (European Center for Disease Prevention and Control), che distingue i Paesi dell’Europa con colori dal verde al rosso scuro, tenendo conto dell’incidenza di nuove infezioni per 100.000 abitanti nelle ultime due settimane e del tasso di positività sui test effettuati. La condizione migliore (verde) si ha quando l’incidenza è inferiore a 25 (in Italia è 157) e il tasso inferiore al 4%. In questo momento l’unico Paese verde (e nemmeno tutto) è la Finlandia. Tra i Paesi che stanno peggio (rosso scuro) figura invece la Svezia, quella che credeva di cavarsela senza chiudere nulla, confidando nell’immunità di gregge. L’Italia attualmente è rosso chiaro.

Dai Paesi di colore verde o arancione (che attualmente si contano sulle dita di una mano) si potrà entrare in Austria senza alcun vincolo. Per i Paesi in colore rosso chiaro, come l’Italia, non sarà più necessaria la quarantena, ma si richiederanno sempre il Pre-Travel-Clearance da compilare on-line (qui il modulo in tedesco o inglese) e un test molecolare non più vecchio di 72 ore o antigenico di 48 ore.

Per i viaggiatori provenienti dai Paesi di colore rosso scuro (Francia, Olanda, Polonia, Slovenia, Croazia limitatamente alla zona costiera, Cechia, Ungheria, la già menzionata Svezia, Bulgaria, Estonia, Lituania, Liechtenstein e Romania, limitatamente alla regione di Bucarest) continuerà ad essere richiesta la quarantena di 10 giorni, accorciabile a 5, in presenza di un test negativo effettuato al quinto giorno.

L’obbligo della quarantena cadrà quindi per noi italiani, ma anche per i viaggiatori provenienti dalla Germania, che rappresenta il mercato turistico più importante per l’Austria. Anche gli austriaci potranno tornare in Italia o in Spagna e Grecia, che sono le loro destinazioni preferite per le vacanze estive, perché al ritorno in patria non dovranno più sottoporsi alla quarantena. Mete estive preferite dagli austriaci sono anche l’Istria e la Dalmazia, che però, come abbiamo detto prima, sono regioni classificate con colore rosso scuro.

Naturalmente è importante che fino al 19 maggio l’Italia resti rosso chiaro e punti addirittura a diventare arancione. Se dovesse diventare rosso scuro come le vicine Slovenia e Croazia, potremmo dire addio ai turisti austriaci, invogliati ad andare piuttosto in Spagna o in Grecia. Per questo sarà importante nei prossimi giorni rispettare tutte le misure di prudenza che ci vengono raccomandate e resistere alle sirene che in nome della libertà vorrebbero aprire tutto subito e togliere il coprifuoco.

 

NELLA FOTO, la sede dell’Ecdc (European Center for Disease Prevention and Control) a Solna, in Svezia. È un destino curioso che l’agenzia indipendente dell’Unione Europea per difendere i Paesi membri dalle malattie infettive si trovi proprio in Svezia, il Paese che ha fatto meno di tutti per contrastare l’epidemia da Coronavirus e che oggi si trova tra quelli che stanno peggio.

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