Lunedì 24 Giugno 2024

20.12.26 Bandiera CarinziaIl Land Carinzia ha pubblicato in questi giorni il suo annuario statistico, un prezioso compendio di dati che illuminano la struttura demografica, sociale ed economica della regione. La prima edizione dell’annuario risale al 1955 e probabilmente non è un caso: fu quello l’anno in cui le forze di occupazione alleate, che avevano vinto la guerra, lasciarono l’Austria, che così riacquistò la piena sovranità. L’annuario uscito in questi giorni è perciò il 65.mo della serie e, nel presentarlo al pubblico, il Land Carinzia ha suggerito alcuni confronti tra il 1959 e l’anno in corso, per mettere in evidenza i cambiamenti che si sono verificati in questo arco di tempo.

Il primo dato che balza all’occhio è la popolazione: erano 493.000 le persone presenti in Carinzia nel 1959; sessant’anni dopo sono diventate 561.300, ovvero 68.300 in più (+14%). Ma non si pensi che questa crescita sia dovuta a una particolare prolificità dei carinziani: 60 anni fa il numero delle nascite superava quello dei decessi di 5.500 unità, mentre ora sono i decessi a superare le nascite di 1.550 unità. A causa del calo della natalità gli alunni delle scuole dell’obbligo sono oggi soltanto 33.000, mentre allora erano più del doppio: 68.000. I figli nati fuori dal matrimonio erano il 14% (solo il Salisburghese ne aveva di più), mentre oggi la Carinzia è in testa con il 51%.

Grandi cambiamenti si registrano anche nella struttura delle famiglie e/o delle convivenze. Sessant’anni fa rappresentavano ancora la norma le grandi famiglie, con tanti figli, mentre oggi il 16% delle coppie ha un figlio solo. E 97.300 persone vivono sole. Nell’arco di tempo considerato l’aspettativa di vita è cresciuta di 10 anni negli uomini e di 8 anni nelle donne.

Passiamo all’economia. Quella agricola conta sempre di meno. Le aziende del settore, comprese quelle forestali, si sono dimezzate, passando da 33.500 a 17.500. Nel 1959 appena 133.000 lavoratori avevano un rapporto dipendente, mentre ora sono 216.000. Le auto immatricolate erano soltanto 21.500, mentre oggi sono 345.000. Per dirla in altri termini: quella volta c’era un’auto ogni 23 abitanti, oggi ce ne sono 2 ogni 3. Verrebbe da pensare che oggi sia più rischioso viaggiare, ma non è così: nel 1959 erano morte 191 persone in incidenti stradali, mentre nel 2019 i morti sono stati 29.

Qualche dato sul turismo: 5,6 milioni di pernottamenti tra il 1958 e il 1959, contro i 16,5 milioni dell’anno scorso. Ma il record fu raggiunto nel 1980, con poco meno di 18 milioni.

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