Venerdì 14 Giugno 2024

La stagione turistica invernale appena conclusa ha lasciato dietro di sé una lunga scia nera. O, per essere più precisi, una scia di lavoro nero o “in nero”. Intendiamo dire lavoro svolto senza contratto, senza il versamento dei contributi previdenziali e assicurativi, senza il pagamento delle imposte relative. Nella lingua tedesca questo sistema di evasione si definisce “ins Schwarze”, “in nero”, come in Italia.

Le truffe allo Stato di questo genere sono state registrate soprattutto nei poli sciistici della Carinzia e della Stiria. In febbraio e marzo la Polizia finanziaria ha ispezionato 216 rifugi, hotel, scuole di sci di cinque stazioni sciistiche, riscontrando irregolarità in più della metà. Le sanzioni inflitte sono state oltre 200.

La scelta delle località in cui concentrare le indagini non è stata casuale. La Finanza dispone di una grande quantità di dati, che riguardano gli importi totali pagati a titolo di compenso, i versamenti fiscali, il numero degli occupati. L’incrocio di questi dati e la loro analisi (pare addirittura attraverso l’impiego dell’Intelligenza artificiale) consentirebbe di individuare le aree dove è più probabile che siano state commesse irregolarità. A questo punto l’Intelligenza artificiale non è più d’aiuto. Serve l’intervento personale degli agenti della Finanza, con ispezioni sul posto. È quel che avvenuto, appunto, in febbraio e marzo in Carinzia e Stiria.

Oltre la metà delle sanzioni hanno riguardato irregolarità nel rapporto di lavoro: i dipendenti non risultavano regolarmente registrati o non erano registrati affatto. In alcuni casi i lavoratori erano registrati, ma contemporaneamente percepivano l’indennizzo di disoccupazione. Oppure lavoravano oltre l’orario contrattuale senza essere pagati o erano pagati in nero.

Gli ispettori della Finanza, inoltre, sono rimasti sorpresi dalla manipolazione frequente del sistema di registrazione (42 denunce su 216). In alcuni casi si è trattato di registratori di cassa non collegati al sistema, in altri casi si è trattato di trucchi tecnici per evitare la registrazione dei pagamenti. Un caso tipico è quello del cameriere che presenta il conto al cliente su un tablet, ma subito dopo il conto viene cancellato, prima che sia trasmesso alla cassa.

Un simile comportamento non ha destato troppa sorpresa. Negli esercizi pubblici l’evasione fiscale era la norma: la cameriera presentava agli avventori il conto scritto a penna su un foglietto e accettava il pagamento in contanti sul posto, incassando le banconote in un borsellino agganciato alla cintura. Per questo quel genere di cameriere o camerieri venivano definiti in gergo “mit Inkasso”. Quando anche in Austria fu introdotto lo scontrino fiscale, lo Stato recuperò in un anno oltre due miliardi di euro in più.

A titolo di consolazione si può dire che le cinque stazioni sciistiche visitate dalla Polizia finanziaria erano quelle che agli occhi dell’Intelligenza artificiale risultavano più sospette. E, se dobbiamo avere fiducia nell’Intelligenza artificiale, ciò significa che negli altri poli turistici gli operatori turistici sono stati più rispettosi delle leggi sul lavoro e del fisco.

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