Lunedì 17 Giugno 2024

20.12.19 Vienna, MariahilfstrasseAlla fine anche l’Austria fa ritorno al “lockdown duro”, il terzo, dopo quello di primavera e dopo quello d’autunno durato fino al 6 dicembre. L’alleggerimento delle misure deciso alla vigilia dell’8 dicembre – festa dell’Immacolata e soprattutto festa dello shopping – e delle settimane dell’Avvento ha fatto risalire immediatamente il numero dei nuovi contagi e dei decessi. Da ciò la brusca retromarcia decisa ieri all’unanimità dal governo e dai rappresentanti dei nove Länder, riuniti tutto il pomeriggio in videoconferenza.

Alle 18 il cancelliere Sebastian Kurz ha annunciato alla stampa i tratti salienti del nuovo lockdown, previsto per ora fino al 24 gennaio, che comportano limiti generalizzati alla mobilità nell’arco delle 24 ore (non più soltanto dalle 20 alle 6) e chiusura di tutti i settori del commercio e dei servizi, con qualche eccezione.

Ecco in dettaglio le misure più importanti. Sono confermate, innanzitutto, le restrizioni già decise da tempo per il 24 e il 25 dicembre: nella vigilia e nel giorno di Natale saranno ammesse riunioni in casa di non più di 10 persone di 10 nuclei familiari o convivenze diverse. Divieto di uscire di casa durante tutto il giorno della vigilia di Capodanno, con le eccezioni previste anche in passato: lo si potrà fare per acquisti, lavoro, prestare assistenza ad altre persone e per fare movimento (l’ultima eccezione, “fare movimento”, è quella più vaga, ma va intesa nella possibilità di camminare, fare corse o esercizi fisici anche allontanandosi da casa, ma individualmente ed evitando assembramenti).

Le novità arrivano dopo Natale, tra il 26 dicembre e il 24 gennaio, con l’obiettivo di ridurre i contagi, portando l’incidenza su sette giorni sotto quota 100, nella prospettiva di un ritorno alla normalità. Durante tutto questo mese, divieto di uscire da casa nell’arco delle 24 ore, salvo le eccezioni menzionate sopra. Chiusura dei negozi e sospensione dei servizi alla persona (massaggi, parrucchieri, manicure ecc.) fino al 18 gennaio. Fino a quella data le scuole di ogni ordine e grado terranno solo lezioni a distanza.

Per quanto riguarda le attività all’aperto (quindi anche quelle sportive e la pratica dello sci), saranno i Länder e i Distretti a decidere se consentirle e a stabilirne le regole. In ogni caso, sarà obbligatorio l’uso di maschere FFP-2 (quindi non la semplice mascherina chirurgica). Chi desidera andare a sciare, facendo il pendolare giornaliero a Pramollo o a Bad Kleinkirchheim, conoscerà presto le decisione del Land Carinzia. In ogni caso, gli impianti non apriranno prima del 24 dicembre.

Tra il 15 e il 17 gennaio verranno ripetuti i test di massa (al primo esperimento avevano partecipato solo 2 milioni di persone, su quasi 9). Anche questa volta nessuno sarà obbligato a sottoporvisi, ma chi lo farà acquisterà una maggiore libertà di movimento. Potrà incontrare persone di altri nuclei familiari e svolgere attività commerciali. Nella settimana successiva (18-24 gennaio), l’ultima del nuovo lockdown, riapriranno scuole, negozi e ristoranti, ma solo per chi dispone di un test negativo non più vecchio di una settimana. In altre parole, chi non accetterà il test, dovrà prolungare l’isolamento di un’altra settimana.

Dopo il 18 gennaio riprenderanno anche le attività culturali (teatri, cinema, opere ecc.), ma con precise limitazioni: potranno parteciparvi soltanto quelli che potranno esibire un test negativo e in numero limitato (500 persone al chiuso, 750 all’aperto).

Dal 18 gennaio le persone risultate negative al test non saranno più obbligate a rimanere in casa tutto il giorno. Resta in vigore, tuttavia, il divieto di uscire tra le 20 e le 6. Alcuni gruppi professionali dovranno sottoporsi settimanalmente a un test o in alternativa indossare la maschera FFP-2: insegnanti, prestatori di servizi che comportino contatto fisico con le persone, lavoratori della ristorazione, del commercio, dei trasporti pubblici, personale sanitario e tutti quelli che operano nell’edilizia.

Nelle aree dove le nuove infezioni supereranno l’indice di 100 su sette giorni saranno ripetuti test di massa e imposto un lockdown locale, allo scopo di bloccare sul nascere il riesplodere dell’epidemia. Il cancelliere ha parlato di “Regionen”, che corrispondono a mandamenti territoriali simili a quelli che un tempo esistevano anche in Italia (in Carinzia, per esempio, ci sono i mandamenti di Klagenfurt, Villaco, Hermagor, Spittal, Völkermarkt, Feldkirchen, St. Veit an der Glan, Wolfsberg). In questo modo eventuali nuove misure restrittive non colpiranno un intero Land, ma soltanto le zone dove se ne ravvede la necessità.

 

NELLA FOTO, la Mariahilfstrasse, la via dello shopping a Vienna, dove ancora si possono fare acquisti, prima che il 27 dicembre tutti i negozi siano costretti ad abbassare le saracinesche e a rimanere chiusi fino al 18 gennaio.

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