Lunedì 22 Aprile 2024

Non perdiamo occasione per vantarci delle “eccellenze italiane” nell’agricoltura e nella gastronomia. Ma basta un’emergenza internazionale – un’epidemia, una guerra, un blocco dei trasporti – per farci scoprire che molte di quelle “eccellenze italiane” non erano affatto italiane e che, se la “materia prima” non arriva in tempo dall’estero, siamo nei guai.

Mettereste la mano sul fuoco che la mozzarella napoletana è veramente napoletana? Una parte della cagliata che serve a produrla arriva dagli allevamenti bovini della Germania, perché quella prodotta in loco non basta. Abbiamo conosciuto uno dei fornitori. Vive nel nord della Germania e i suoi rapporti con gli acquirenti napoletani sono così frequenti che ormai parla la nostra lingua meglio di molti italiani.

Ora il quotidiano “Kurier” ci rivela che l’Austria è uno dei principali fornitori di prodotti lattiero caseari della Sicilia, che di conseguenza mette in tavola “eccellenze italiane” importate dall’estero. Per la verità il quotidiano viennese non parla di tutti i prodotti lattiero caseari austriaci destinati all’Italia, ma solo quelli che escono dagli stabilimenti delle Nöm (Niederösterreich Mölkerei), le latterie della Bassa Austria, che hanno la loro centrale a Baden, a sud di Vienna.

Il “Kurier” ha intervistato Alfred Berger, che con il collega Josef Simon dirige l’azienda ormai ultracentenaria. Nel 2022 ha fatturato 565 milioni di euro, di cui la metà all’estero. Ma dove ha venduto di più? “Il nostro più grande mercato è l’Italia – ha risposto Berger – e in Italia soprattutto la Sicilia, dove siamo presenti da 11 anni. Siamo il secondo più grosso fornitore dell’isola e nei supermercati siamo presenti con circa 50 prodotti che portano il marchio ‘milk’”. I principali concorrenti delle Nöm in Sicilia non sono latterie siciliane, ma Parmalat (italiana, ma controllata dalla multinazionale Lactalis) e la francese Danone.

Al direttore di Nöm viene chiesto come mai una azienda della Bassa Austria abbia trovato conveniente trasportare i suoi prodotti così lontano, addirittura in Sicilia. “Da Roma in giù – è la risposta di Berger – fa troppo caldo e le temperature elevate non facilitano l’allevamento di vacche. Noi, del resto, non trasportiamo latte, ma solo prodotti lavorati derivanti dal latte”.

Quanto siano importanti la Sicilia e il mercato estero per le latterie Nöm Berger lo spiega con i numeri: “Noi lavoriamo il latte che ci viene conferito da 2.500 produttori del nostro Land. Se non esportassimo i prodotti, ce ne basterebbe meno della metà”.

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