Giovedì 29 Febbraio 2024

19.12.22 Andris Nelsos dirige Wiener PhilharmonikerMa la “Radetzky Marsch” che ascolteremo il 1. gennaio nel concerto di Capodanno dei Wiener Philharmoniker sarà la “Radetzky Marsch” che abbiamo sempre conosciuto? Quella marcetta che ogni anno entusiasma il pubblico e che gli spettatori del Musikverein, quando il direttore d’orchestra si gira e strizza loro l’occhio, accompagnano battendo le mani?

Forse no, forse non sarà più la stessa, perché quest’anno il presidente dei Wiener, il primo violino Daniel Froschauer, ha deciso che si cambia musica: si tornerà alla versione originale, quella composta da Johann Strauss padre nel 1848, per celebrare la vittoria del feldmaresciallo Radetzky sulle truppe piemontesi. È chiaro che una decisione del genere non può averla presa Froschauer da solo. Le conseguenze potrebbero essere devastanti. Vi sono schiere di spettatori giapponesi che vengono apposta a Vienna per il Concerto di Capodanno, se sono riusciti a procurarsi il biglietto, e per battere le mani al ritmo della Radetzky Marsch.

La versione originale è più solenne e non si presta a quel ritmo che tanto piace al pubblico. Lo si era visto già nel 2001, quando il compianto direttore d’orchestra Nikolaus Harnonkurt volle che la marcia di Radetzky fosse eseguita così come l’aveva concepita il suo autore (gli spartiti originali erano stati ritrovati proprio due anni prima), ma fu costretto a un compromesso: la marcia in versione originale e senza battimani fu suonata all’inizio del concerto, mentre quella “con battimani” fu concessa comunque come bis, per evitare che il pubblico ne fosse privato e lasciasse la sala sotto choc.

Quest’anno, invece, il rischio dello choc è scontato, perché si vuole tornare alle origini. La versione che si è suonata fino ad oggi e che tutti noi conosciamo – perché è la stessa che viene adottata da ogni orchestra del mondo – è frutto di un arrangiamento elaborato dal compositore e direttore d’orchestra tedesco, ma di origini austriache, Leopold Weninger.

Che Weninger fosse anche un nazista non deve sorprendere: tutti i musicisti del tempo che volessero lavorare in Germania avevano in tasca la tessera del partito. Fa eccezione Arturo Toscanini, che rifiutò la direzione del festival di Bayreuth, non volendo avere nulla da spartire con il Führer. Ma Weninger fece di più: divenne il compositore del regime, scrivendo tra l’altro 43 marce e “canti di battaglia” delle SA dal titolo “Sieg Heil”, una marcia degli Sturmführer, un inno dedicato a Hitler dal titolo “Dio sia con il nostro Führer”.

Weninger provvide ad arrangiare la Radetzky-Marsch nel 1914, quando il partito nazista non esisteva ancora, ma per qualche ragione che ci sfugge si ritenne e si ritiene che il brano musicale di Strauss padre così arrangiato avesse un’impronta nazista, forse per successivi aggiustamenti apportati da Weninger negli anni. Era diventata la marcetta coinvolgente che conosciamo e che si presta ad essere accompagnata dal pubblico con il battimani. Proprio come accadeva solitamente con le marce che venivano suonate nei raduni del Reich, mentre tutti battevano le mani.

Di tutto questo nel sito web dei Wiener Philharmoniker che annuncia il concerto di Capodanno 2020 non si fa cenno. Si spiega soltanto che la celebre marcia di Strauss – entrata nel repertorio dell’orchestra nel 1928 nella versione Weninger e proposta per la prima volta in un concerto di Capodanno nel 1946 – nel tempo aveva subito continui aggiustamenti, con appunti a mano sugli spartiti scritti dagli stessi orchestrali. Alcuni interventi sarebbero dovuti allo stesso Weninger, che aveva dato un ruolo maggiore a timpani, triangoli e campane.

Per questo il presidente dell’orchestra Daniel Froschauer (ricordiamo che i Wiener sono un’associazione privata costituita tra i migliori orchestrali dell’Opera di Stato, che si autogestisce eleggendo i propri organi direttivi) ha disposto una “ripulitura” degli spartiti e la stesura di una nuova versione conforme all’originale. A quella scritta da Strauss nel 1848? A quella di Weninger del 1914? Lo capiremo soltanto il 1. gennaio, quando ascolteremo il concerto in tv.

Quest’anno ad assumere la direzione del concerto è stato invitato il lettone Andris Nelsons, che è già salito altre volte sul podio dei Philharmoniker, ma mai in un concerto di Capodanno. Sarà dunque la sua prima volta. Sono in programma musiche di Carl Michael Ziehrer, Josef Strauss, Johann Strauss figlio, Eduard Strauss, Franz von Suppé, Josef Hellmensberger figlio, Hans Christian Lumbye, Ludwig van Beethoven. Il nome di Johann Strauss padre non compare perché, come sempre, la sua “Radetzky-Marsch” verrà servita alla fine, come bis. Un bis mai così atteso come quest’anno.

 

NELLA FOTO, il direttore Andris Nelsons con i Wiener Philharmoniker in occasione del concerto con musiche di Beethoven tenuto nella primavera scorsa nel Musikverein di Vienna.

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