Giovedì 22 Febbraio 2024

21.02.20 Vienna, Looshaus, Michaelerplatz - CopiaVienna, Michaelerplatz. Probabilmente vi hanno messo piede tutti quelli che hanno visitato almeno una volta la capitale austriaca. Forse non ne ricordano il nome, ma la Michaelerplatz, ovvero la piazza di San Michele, è quella su cui si affaccia il monumentale portale della Hofburg, il palazzo imperiale degli Asburgo. Di fronte alla Hofburg sorge un altro palazzo, altrettanto monumentale, che attualmente ospita una filiale della Raiffeisen Bank. È la Looshaus, che prende il nome dall’architetto Adolf Loos, che ne curò la progettazione, oltre un secolo fa.

Fu quello il primo incarico edilizio affidato a Loos a Vienna. Il committente era un certo Leopold Goldmann, commerciante di abbigliamento maschile, che voleva aprire il suo negozio al piano terra e destinare i piani superiori alla sua abitazione. Proprio in faccia all’abitazione dell’imperatore.

Loos, reduce da un soggiorno di tre anni a Filadelfia, aveva importato dall’America una concezione estremamente funzionale dell’architettura. Gli edifici dovevano essere spogli di ogni elemento ornamentale ed essere concepiti esclusivamente per la funzione che dovevano svolgere. Quindi via tutti i decori raccattati dai modelli storici precedenti, di cui avevano fatto uso a piene mani i progettisti della Ringstrasse, attingendo al mondo classico, a quello medioevale, al rinascimento e al barocco. Ma via anche ai fronzoli così cari allo Jugendstil, che all’inizio del ‘900 aveva preso il posto del precedente storicismo.

Animato da sacro furore nei confronti di ogni elemento ornamentale, Loos aveva disegnato per Leopold Goldmann una palazzo-negozio dalle superfici piatte e dalle porte e finestre squadrate, senza traccia di cornici e coronamenti. Una facciata così nuda che i viennesi finirono per dare all’edificio il soprannome di “casa senza sopracciglia”.

L’imperatore Francesco Giuseppe, estimatore per sua indole del pomposo storicismo (persino lo Jugendstil, con i suoi ornamenti di foglie di alloro e di acanto, gli era indigesto), non poté tollerare la vista di quel palazzo “senza sopracciglia”. Si racconta che, quando la Looshaus fu completata, ne rimase talmente scandalizzato, che da quel giorno non si affacciò più alla finestra che dà sulla Michaelerplatz. Si racconta anche che avrebbe fatto inchiodare le imposte della sua finestra, perché non fosse più possibile aprirla sull’orrore creato dall’architetto. Ma questa probabilmente è soltanto una leggenda.

Il palazzo nella Michaelerplatz fu costruito tra il 1910 e il 1911. Fu il primo progetto di Adolf Loos, cui seguirono numerosissimi altri. Altri palazzi più o meno monumentali, ma soprattutto ville, tante ville per la ricca borghesia. Loos non piaceva a Francesco Giuseppe, ma piaceva evidentemente ai viennesi. Il suo stile segnò l’inizio del modernismo nell’architettura austriaca. Cento anni dopo se ne apprezza il valore.

In occasione del 150. anniversario della nascita dell’architetto, il Mak (Museo di arte applicata di Vienna) ha allestito una mostra, dedicata agli edifici privati che portano la sua firma. Purtroppo si chiuderà il 14 marzo e, salvo improbabili proroghe, non ci sarà consentito di visitarla, a causa del Covid-19. In contemporanea, la Wienbibliothek ha messo in mostra lettere originali, scritti e documento dell’architetto. Se non potremo visitare nessuna delle due, cercheremo di consolarci con i cataloghi.

Per saperne di più: www.mak.at e www.wienbibliothek.at.

 

NELLA FOTO, la “casa senza sopracciglia” di Adolf Loos, nella Michaelerplatz, vista dall’ingresso della Hofburg. Per “rimediare” alla mancanza di fregi ornamentali, i proprietari furono costretti ad adottare alle finestre delle fioriere, presenti tutt’oggi.

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