Martedì 23 Aprile 2024

Una ragazza viennese di 12 anni è stata ripetutamente violentata da una banda di 17 giovani, tutti minorenni (tranne uno). Il suo calvario è durato mesi, da febbraio a giugno dello scorso anno, perché la ragazza non osava denunciare gli stupratori. Si vergognava di quello che stavano facendo, perché avevano filmato le scene e temeva che quelle scene fossero pubblicate su internet.

La sconvolgente vicenda è stata resa pubblica oggi dalla polizia di Vienna, che ne ha riferito in una conferenza stampa, ma alcune informazioni erano trapelate già nei giorni scorsi. Tutto era incominciato con flirt innocente tra la ragazza e un amico conosciuto in un parco pubblico del quartiere di Favoriten.

Il rapporto, che inizialmente era sembrato romantico, aveva rivelato ben presto il suo volto bestiale. L’amico aveva presentato la ragazza ad altri compagni del parco, che subito avevano preteso da lei prestazioni sessuali. L’avevano obbligata con le minacce a farlo nel parco, nei corridoi di un condominio, nella toeletta di un garage sotterraneo, una volta addirittura in una camera d’hotel prenotata a questo scopo. I giovani avevano abusato di lei uno dopo l’altro, contando sul fatto che la loro vittima non avrebbe mai avuto il coraggio di denunciarli.

Alla fine però quel momento è venuto. La dodicenne, stanca delle violenze subite, si è fatta coraggio e ha parlato con la madre, che poi l’ha accompagnata alla polizia. Gli agenti non hanno avuto difficoltà a identificare e rintracciare i violentatori, grazie alle indicazioni della ragazza. Si tratta, come dicevamo, di 17 giovani di nazionalità turca e bulgara. Uno solo è maggiorenne (19 anni). Degli altri, 12 sono minorenni, tra i 14 e i 18 anni, e due hanno meno di 14 anni e quindi non sono penalmente perseguibili. Di altri due, attualmente ricercati, non si conosce l’età esatta. Alla banda si deve aggiungere un altro uomo, un siriano di 16 anni, che in aprile avrebbe costretto anche lui la ragazza a una prestazione sessuale.

Gli accusati di violenza sessuale sono stati interrogati separatamente, per evitare risposte concordate. Alcuni hanno parzialmente confessato, altri hanno negato tutto, altri hanno sostenuto che la ragazza era consenziente. Dopo l’interrogatorio sono stati rilasciati, tranne uno che è stato dichiarato in arresto per resistenza a pubblico ufficiale.

NELLA FOTO, la sede della Polizia di Favoriten, dove sono state denunciate le violenze subite dalla ragazza viennese.

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