Martedì 23 Aprile 2024

I legami dell’estrema destra austriaca con la Russia di Putin (così come quelli della Lega) possono sorprendere, ma fino a un certo punto. Sono assolutamente sorprendenti invece i legami con i talebani che hanno soggiogato l’Afghanistan. Cos’ha da spartire l’estrema destra austriaca con un regime oscurantista, ostile ai valori del mondo occidentale, che è all’origine dell’ondata di profughi in fuga verso l’Europa? Eppure proprio una delegazione dell’Fpö si è recata domenica a Kabul, dove ha incontrato il ministro degli Esteri di quel Paese, Amir Khan Muttaqi (un ministro che, come tutto il governo di cui fa parte, non è riconosciuto a livello internazionale).

Va detto che non si è trattato di una delegazione ufficiale dell’Fpö. Il partito, anzi, ha dichiarato di esserne all’oscuro. Ma, se non dell’Fpö, a nome di chi i rappresentanti austriaci si erano messi in viaggio per l’Oriente?

Del gruppetto facevano parte, tra gli altri, l’ex deputato Johannes Hübner e l’ex europarlamentare Andreas Mölzer, che pare ne fosse alla testa. Nel colloquio con Muttaqi – come ha riferito su Twitter (ora dovremmo dire su “X”) il portavoce del ministero, Hafiz Zia Ahmad – si è discusso soprattutto della “necessità di istituire servizi consolari a Vienna”. Inoltre agli ospiti sarebbe stata data l’opportunità di parlare con la gente per la strada, da cui avrebbero tratto la convinzione che “gli afghani sono soddisfatti della loro attuale condizione” e considerano la loro vita “protetta e sicura”. Hübner, inoltre, avrebbe dichiarato di rammaricarsi “che il governo (dell’Afghanistan, nda) non sia ancora riconosciuto internazionalmente”.

Sono considerazioni di fonte afghana, non sappiamo se condivise o meno dalla delegazione austriaca. Non sappiamo neppure che cosa ne pensino i vertici dell’Fpö, che hanno liquidato la spedizione dei loro maturi esponenti (sono tutti “ex”, non più politicamente attivi) come “una iniziativa del tutto privata”.

Sono considerazioni che ovviamente cozzano contro il buon senso. Da quando in qua un ministro riceve in visita privata una comitiva di attempati viaggiatori? E a che titolo questi ex politici valutano l’ipotesi di aprire un consolato di Kabul a Vienna?

In mancanza di risposte ufficiali, la stampa austriaca si è avventurata in speculazioni, di cui due in particolare ci sembrano interessanti. La prima è che Mölzer & Co. si siano mossi su incarico dell’Fpö, ma dichiarando di averlo fatto a titolo personale per non mettere in difficoltà il partito. L’obiettivo reale sarebbe stato quello di intavolare una trattativa, in vista di una futura partecipazione dell’Fpö al governo (del tutto probabile, visti gli ultimi sondaggi), per far sì che l’Afghanistan si riprenda i suoi cittadini fuggiti in Austria, in cambio di un riconoscimento del governo di Kabul.

Come è noto, tutte le destre in Europa parlano di rimandare gli immigrati nei loro Paesi di origine, anche Giorgia Meloni ne parla, ma al dunque questi rimpatri si rivelano irrealizzabili, senza il consenso dei Paesi di provenienza. Riuscire a raggiungere un accordo con l’Afghanistan sarebbe un colpo grosso per l’estrema destra austriaca. C’è un passaggio molto rivelatore nel post del Ministero degli Esteri su Twitter, là dove dice che gli afghani “sono soddisfatti della loro condizione” e considerano la loro vita “protetta e sicura”. Se sono soddisfatti e si sentono sicuri, che giustificazione avrebbero i loro connazionali fuggiti in Austria per pretendere il titolo di rifugiati?

La seconda speculazione è meno complicata. La scorsa estate un estremista di destra austriaco in viaggio in Afghanistan è finito in carcere con l’accusa di spionaggio. Si tratta di un insegnante in pensione di 83 anni, amante dell’avventura. Ha pressappoco l’età dei membri della delegazione guidata da Mölzer, che potrebbero essersi messi in viaggio per impetrare la scarcerazione del loro coetaneo. Insomma una missione umanitaria tra “camerati” della terza età.

NELLA FOTO, pubblicata su Twitter dal Ministero degli Esteri dell’Afghanistan, si vedono l’ex europarlamentare Andreas Mölzer e il ministro Amir Khan Muttaqi.

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