Martedì 23 Aprile 2024

Le prostitute regolari godono in Austria di un’invidiabile assistenza sanitaria e previdenziale, ma non per questo il loro lavoro è più sicuro, anche se esercitato in postriboli, anziché sul marciapiede. Quanto sia insicuro lo dimostra la strage compiuta ieri sera in una di queste “case di piacere” nel quartiere viennese di Brigittenau: tre giovani prostitute sono state uccise a pugnalate inferte loro con inaudita violenza, quasi con rabbia.

La polizia ha fermato un afghano, di 27 anni, presunto autore del triplice femminicidio. Non è stato spiegato quali indizi abbiano portato a lui. Si è appreso soltanto che è stato catturato in un vicino giardino pubblico, dopo che aveva opposto strenua resistenza. Gli agenti sono stati costretti a usate un taser, per indurlo alla ragione ed evitare di essere a loro volta feriti.

Il fatto di sangue è avvenuto nel bordello “Asia Studios”, presente anche su Internet con un sito web, dove si autodefinisce senza giri di parole come centro di “massaggi erotici”. L’afghano, a quanto pare, dovrebbe essere stato l’ultimo cliente, perché al momento degli omicidi c’erano soltanto le tre donne rimaste vittime dell’aggressione e una quarta, che al sentire le grida si è barricata nella sua camera.

I poliziotti, al loro arrivo, hanno trovato un vero e proprio massacro. Le donne erano state uccise in successione, con violenza inaudita e con grande spargimento di sangue, in tre camere diverse. Quando le forze dell’ordine sono giunte sul posto non c’è stato più nulla da fare per loro, perché erano già morte.

La collega superstite, che probabilmente è stata quella che ha dato l’allarme, non ha potuto fornire molte indicazioni, perché, essendosi barricata nella sua stanza, non ha assistito al massacro. Ha soltanto udito le grida disperate delle colleghe.

È incominciata una caccia all’uomo, che ha portato subito al fermo del giovane afghano, risultato poi un immigrato richiedente asilo. Prima di essere interrogato è stato accompagnato all’ospedale per essere medicato delle ferite che lui stesso si era provocato, maneggiando il coltello mentre infieriva sulle prostitute.

Questa mattina è stato dichiarato in arresto per triplice omicidio e nel pomeriggio è stato interrogato, con la mediazione di un interprete. La polizia non ha riferito l’esito dell’interrogatorio, per cui non si conoscono le cause dell’aggressione. Per il momento non si conosce l’identità e nemmeno la nazionalità delle vittime (non avevano documenti con sé), benché il nome del bordello in cui lavoravano suggerisca che siano asiatiche.

Complessivamente sono cinque le donne uccise in un solo giorno a Vienna. Proprio ieri mattina la polizia era intervenuta in un appartamento in Erdbergstrasse, nel quartiere della Landstrasse, dove hanno trovato i corpi senza vita di una donna di 51 e della figlia di 13, entrambe strozzate. Finora non c’è stato alcun arresto, ma gli inquirenti sono alla ricerca del marito e padre delle due vittime, che non si trova.

Il triplice omicidio di ieri sera ha suscitato reazioni a livello politico. In particolare, il segretario di Vienna dell’Fpö (partito dell’estrema destra sovranista), Dominik Nepp, ha sostenuto che “l’escalation della violenza in città impone una rigorosa politica di respingimenti e uno stop all’immigrazione”. Non ha detto nulla, invece, sul duplice omicidio del mattino, commesso presumibilmente da un viennese in una famiglia viennese.

NELLA FOTO, la polizia davanti al caseggiato in cui sono state uccise le prostitute.

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