Sabato 20 Aprile 2024

Salisburgo oggi si tinge di rosso. Profondo rosso. Le elezioni per il rinnovo del consiglio comunale hanno visto al primo posto il Partito socialdemocratico (Spö), che ha ottenuto il 26,2%, quasi come alle precedenti elezioni del 2019 (26,8%). Ma la vera sorpresa è il Partito comunista (Kpö) giunto secondo: dal 3,7% del 2019 è balzato oggi al 23,3%. Insieme i due partiti sfiorano il 50% e presto sapremo se nella ripartizione dei seggi raggiungeranno da soli la maggioranza.

Ma il risultato più sensazionale è nel voto per i sindaci (nei Comuni del Salisburghese l’elezione è diretta). Qui i candidati dell’Spö e del Kpö sono arrivati al traguardo quasi alla pari: 29,9% per il socialdemocratico Bernhard Auinger, 28,0% per il comunista Kay-Michael Dankl. Saranno loro, pertanto, ad andare tra due settimane al ballottaggio.

Non possiamo parlare di un colpo di scena, perché la crescita vertiginosa del Partito comunista e del suo “Spitzenkandidat” era largamente prevista. I dubbi riguardavano piuttosto il rapporto di forze tra Spö e Övp (Partito popolare) e ci si chiedeva quale dei due sarebbe prevalso. Gli elettori oggi hanno dato un segnale preciso, bocciando l’Övp con un modesto 20,3% (36,7% nel 2019).

Un risultato che ha molte spiegazioni, di cui segnaliamo le due più evidenti. Il sindaco uscente (dell’Övp) si era dimesso a pochi mesi dal voto, lasciando nei guai il partito, costretto in fretta e furia a trovare un candidato sostitutivo, Florian Kreibich, quasi sconosciuto al grande pubblico. La seconda spiegazione sta nel fatto che il voto di cinque anni fa era stato “drogato” dalla leadership nell’Övp di Sebastian Kurz, il cui successo a livello nazionale si era riverberato sulle elezioni regionali e locali. In altre parole, il voto di oggi è più vicino alla realtà; quello del 2019 costituiva invece un’eccezione.

L’attenzione è ora rivolta al ballottaggio che si terrà nella domenica delle Palme tra Auinger e Dankl. Quale dei due prevarrà? Dopo Graz, avrà anche Salisburgo un sindaco comunista? Le previsioni sono difficili. Si può solo osservare che Auinger ha esaurito il suo bacino elettorale, mentre Dankl, che si presenta come un politico al di fuori del “sistema” e che in campagna elettorale ha dimostrato grandi doti di comunicazione, potrebbe pescare altri voti tra gli elettori dell’Fpö (estrema destra sovranista) e tra i Verdi.

Del resto anche a Salisburgo, come a Graz, i comunisti non si prefiggono di introdurre la dittatura del proletariato, ma più semplicemente affrontare uno dei problemi cruciali della città, finora ignorato da tutti i partiti che ne erano stati alla guida: quello dell’edilizia abitativa. Case e appartamenti hanno costi esorbitanti e manca del tutto un’edilizia residenziale pubblica paragonabile a quella che conosciamo a Vienna.

Le case popolari della “Vienna rossa” degli anni ’20 e ’30 del secolo scorso sono entrate nei libri di storia e di architettura e sono ancor oggi funzionanti. Il Comune le realizzò senza alcun esproprio proletario, ma acquistando i terreni a prezzi di mercato. I comunisti di Dankl vogliono seguirne l’esempio, e per questo probabilmente la “Salisburgo rossa” non fa paura a nessuno.

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I RISULTATI

Voti di lista: Spö 26,2% (-0,6), Kpö 23,3% (+19,6), Övp 20,3% (-16,4), Fpö 11,8% (+3,4), Verdi 11,8% (-3,4), Neos (liberali di centro) 3,3% (-2,7), Salz (lista civica) 2,6% (+0,1), Mfg (movimento no-vax) 0,9%.

Candidati a sindaco: Bernhard Auinger (Spö) 29,9%, Kay-Michael Dankl (Kpö) 28,0%, Florian Kreibich 21,0%, Paul Dürnberger (Fpö) 9,6%, Anna Schister (Verdi) 7,3%, Christoph Ferch (Salz) 2,3%, Lukas Rupsch (Neos) 1,9%.

NELLA FOTO, i due candidati giunti ai primi posti che andranno al ballottaggio tra due settimane: il comunista Kay-Michael Dankl (con gli occhiali) e il socialdemocratico Bernhard Auinger.

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