Martedì 23 Aprile 2024

Il Ministero degli Esteri austriaco ha deciso l’espulsione di due diplomatici dell’Ambasciata russa a Vienna. Una portavoce ha dichiarato che il provvedimento era stato preso perché i due “avevano posto in essere comportamenti incompatibili con il loro status diplomatico”. È una espressione di cortesia, usata normalmente per alludere ad attività di spionaggio. Non lo si dice esplicitamente, ma le persone colpite lo capiscono e lo capisce anche santa madre Russia.

Quali siano stati i “comportamenti incompatibili” ovviamente non lo sappiamo. Potrebbero riguardare lo spionaggio militare o quello industriale. O, addirittura, potrebbero riguardare operazioni in altri Paesi del Centro Europa. Vienna, come è noto, è considerata una capitale dello spionaggio russo (il “Financial Times” un paio di anni fa l’aveva definita addirittura “un’autentica portaerei” delle spie venute dal freddo). Sarebbero passati da qui i due agenti russi che nel 2014 avevano fatto saltare in aria due depositi di munizioni a Vrbetice (Cechia), per impedire che fossero fornite all’Ucraina.

Del resto, l’Ambasciata russa di Vienna è imbottita di diplomatici: addirittura 56 (più 4 destinati al Consolato generale di Salisburgo), un numero spropositato per un Paese così piccolo. Un numero che rende credibili le voci secondo cui almeno un quarto del personale si dedicherebbe a tempo pieno allo spionaggio.

La mossa del Ministero degli Esteri non è senza precedenti. Con gli ultimi due salgono a 11 i diplomatici russi espulsi dall’Austria negli ultimi 4 anni. La reazione di Mosca è stata immediata. Il Ministero degli Esteri ha convocato il giorno stesso l’ambasciatore austriaco, per esprimere la sua irritazione. “Le autorità austriache – si legge in una nota diffusa dall’agenzia Tass – hanno dichiarato persone non grate due diplomatici dell’ambasciata russa, senza che vi fosse alcuna ragione. Da parte russa si condanna nel modo più energico questo e altri passi ostili di Vienna, per le cui conseguenze le autorità austriache si assumono la piena responsabilità”.

Ora ci si attende che Mosca cacci per rappresaglia due diplomatici austriaci. Non sappiamo quanti siano i rappresentanti di Vienna a Mosca, ma si tratta di un numero esiguo. Perderne due procurerà dei problemi al buon funzionamento della sede. Non come all’ambasciata russa a Vienna, dove i due espulsi dovranno andarsene entro il 19 marzo. Ma ne resteranno altri 54.

NELLA FOTO, il grande palazzo dell’Ambasciata russa in Reisnerstrasse, a Vienna, non molto lontano dall’Ambasciata d’Italia.

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