Lunedì 22 Aprile 2024

Salisburgo non è più soltanto la città di Mozart, ma anche di Marx. Il suo futuro sindaco potrebbe essere un sindaco comunista. Lo deciderà domani il ballottaggio tra i due candidati più votati al primo turno, due domeniche fa, per l’elezione del consiglio comunale.

Uno dei due si chiama Kay-Michael Dankl ed è il leader del Kpö (Kommunistische Partei Österreich) e due settimane fa è stato votato dal 28% degli elettori (in questo Land la legge prevede l’elezione diretta del sindaco, mentre il consiglio comunale di 40 membri è eletto con una scheda a parte). Si tratta di un risultato clamoroso, perché a livello nazionale il Kpö è quasi inesistente e dal 1959 non è più rappresentato in Parlamento. Si ripresenta con ammirevole tenacia a ogni elezione, ma i voti raccolti non arrivano all’1% (alle ultime elezioni politiche erano lo 0,69%).

Per questo il risultato di Dankl è clamoroso. Clamoroso, ma non imprevisto. Lo scorso anno, alle elezioni regionali, il suo partito era arrivato al 12%, partendo quasi da zero. Ma nella città capoluogo, Salisburgo, il risultato era stato addirittura del 21,5%. Che alle comunali potesse fare il bis era dato per scontato. Ma il risultato è andato ben oltre, permettendo al suo candidato di presentarsi al suo ballottaggio.

Domani il suo rivale sarà il socialdemocratico Bernhard Auinger. Al primo turno ha ricevuto 821 voti più di Dankl (29,4%). La differenza tra i due è stata minima e si potrebbe dire che domani i due partiranno alla pari. L’esito del voto mai come questa volta appare incerto.

Un ragionamento strettamente politico dovrebbe indicare Auinger come favorito. Tutti i partiti esclusi dal ballottaggio hanno invitato direttamente o indirettamente i loro elettori a votare per il candidato socialdemocratico, per non affidare la guida della città a un comunista. Ma Dankl non ha la faccia dello stalinista trinariciuto, che mangia bambini. È un giovanotto di 35 anni di grande empatia (lo si è visto in campagna elettorale: era l’unico con cui la gente si fermasse a parlare) e soprattutto, non appartenendo ai partiti tradizionali, può sperare di convincere quel cinquanta per cento di elettori che ormai non votano più.

Sul piano programmatico, inoltre, Dankl non propone la dittatura del proletariato, ma più semplicemente un rilancio dell’edilizia abitativa pubblica, per calmierare un mercato delle case e degli affitti che a Salisburgo ha raggiunto dimensioni insostenibili. Anche Auinger parla la stessa lingua, ma il suo partito, l’Spö, ha guidato quasi ininterrottamente Salisburgo dal 1945, senza mai affrontare il problema casa. Ha quindi qualche problema di credibilità.

Domani sera sapremo cosa ha deciso il popolo sovrano. Che vinca l’uno o l’altro, da domani Salisburgo sarà governata comunque dalla sinistra. Il sistema elettorale, infatti, non prevede giunte di coalizione, come in Italia, ma giunte composte da tutti i partiti, in proporzione ai voti ricevuti. E i due candidati più votati saranno rispettivamente sindaco e vicesindaco. Avremo quindi una Salisburgo a guida comunista, con un vicesindaco socialdemocratico, o a guida socialdemocratica, con un vice comunista. Sarà in ogni caso una Salisburgo rossa. Profondamente rossa.

NELLA FOTO, i due candidati al ballottaggio: Bernhard Auinger (Spö), a sinistra, e Kay-Michael Dankl (Kpö). Durante tutta la campagna elettorale e anche ieri, nell’ultimo confronto televisivo, hanno sempre dimostrato un atteggiamento amichevole, pur essendo avversari.

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