Martedì 23 Luglio 2024

Tra un mese si vota nel Salisburghese per la rielezione dei consigli di 119 Comuni e dei rispettivi sindaci. L’appuntamento fissato al 10 marzo fa emergere questa volta una circostanza che nelle precedenti elezioni avevamo trascurato: la rieleggibilità dei sindaci vita natural durante. Mentre da noi esiste il limite dei due mandati (con alcune deroghe, per esempio in Trentino-Alto Adige e in Valle d’Aosta e nei Comuni con meno di 3.000 abitanti) e si discute se consentirne un terzo, in Austria non c’è alcun limite. Salvo rinuncia, si può continuare a fare il sindaco “fin che morte non li separi”.

A Bad Gastein e a Stuhlfelden, per esempio, i sindaci uscenti Gerhard Steinbauer e Sonja Ottenbacher sono in carica da 20 anni. Ottenbacher aveva fatto parlare di sé nel 2004, perché era stata una delle prime donne in Austria a ricoprire la carica di “prima cittadina”. Ora si torna a parlare di loro non perché siano sindaci “veterani” dei loro Comuni, ma perché hanno deciso di non ricandidarsi. Altrimenti sarebbero potuti rimanere al loro posto come hanno fatto il collega Rupert Winter, sindaco di Altenmarkt da 27 anni, o il collega Peter Brandauer, sindaco di Werfenweng da 35. Anche questi ultimi due non si ripresenteranno al voto, ma abbiamo memoria di sindaci in Carinzia rimasti in carica dal 1945 in poi e dimessisi ultranovantenni soltanto perché ormai non si reggevano più in piedi.

A questo aspetto per così dire tecnico-giuridico delle elezioni se ne aggiunge uno strettamente politico. Salisburgo potrebbe essere guidata per la prima volta da un sindaco comunista, come Graz. Anche in questo Land, come in Stiria, il partito della falce e del martello sta godendo di una crescente popolarità. Gli elettori non sono stati improvvisamente sedotti dal marxismo-leninismo, a cui i loro esponenti peraltro dicono di ispirarsi, ma dal loro stile di vita e dalla coerenza dei loro comportamenti.

Nel Comune di Graz il Kpö (Kommunistische Partei Österreich) è diventato il primo partito, perché i suoi membri si si sono sempre preoccupati dei problemi dei meno abbienti (a cominciare da quello abitativo), interessandosene di persona e mettendo a loro disposizione anche parte dell’indennità di carica. Lo stesso hanno incominciato a fare da qualche anno i loro “compagni” di Salisburgo.

Alle elezioni regionali dell’aprile scorso i comunisti del Salisburghese sono stati votati dal 12% degli elettori: un risultato strepitoso, se si considera che a livello nazionale il Kpö viaggia intorno all’uno per cento e che, pur partecipando dal 1945 in poi a tutte le elezioni politiche, dopo gli anni ’50 non ha più messo piede in Parlamento. Ancor più strepitoso il risultato nel solo comune di Salisburgo: qui ha ottenuto il 21,5%, diventando così il secondo partito in città.

Ormai tutti si chiedono come andrà a finire con il voto alle comunali del mese prossimo. Il sindaco in carica Harald Preuner, del Partito popolare (Övp), ha dichiarato a sorpresa che non intende ricandidarsi e che al suo posto si candiderà Florian Kreibich, un avvocato di 54 anni poco conosciuto, a cui pertanto riuscirà difficile raccogliere voti.

Il Partito socialdemocratico (Spö), che attualmente esprime il vicesindaco Bernhard Auinger, potrebbe avvantaggiarsene, ma le incertezze sono tante. Pesa anche lo scandalo finanziario in cui era rimasto coinvolto il sindaco socialdemocratico Heinz Schaden, predecessore di Preuner, condannato per malversazione a 3 anni di reclusione, di cui uno senza condizionale. Aveva causato al Comune un danno di 4,8 milioni. Del resto Schaden in tedesco significa “danno”. Nomen omen.

Date le premesse, è possibile, se non addirittura probabile, che Kay-Michael Dankl, il candidato del Kpö, arrivi non all’elezione a sindaco, ma almeno al ballottaggio, che si svolgerà il 24 marzo. Quel giorno potrebbe accadere di tutto. Alle elezioni di cinque anni fa si era recato alle urne il 48,2% della popolazione. Dankl guarda a quell’altra metà di elettori che è rimasta a casa per indifferenza o per insoddisfazione dei partiti politici tradizionali. Difficile che siano elettori comunisti, ma sono sicuramente elettori delusi, che potrebbero provare simpatia per personaggi come Dankl, che versano metà dell’indennità di carica per aiutare chi non se la cava bene e che sono pronti ad andare in un alloggio popolare, per sturare un lavandino che non scarica o per far funzionare la lavatrice rotta.

Le elezioni in Austria sembrano fatte apposta per facilitare il lavoro dei giornalisti, perché sono sempre imprevedibili e offrono qualcosa da raccontare. I giornalisti sono sempre in cerca di storie da raccontare. Le troveranno anche a Salisburgo, tra un mese.

NELA FOTO, il candidato del Partito comunista di Salisburgo, Kay-Michael Dankl.

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