Mercoledì 22 Maggio 2024

10.03.22 Franz Voves e Claudia GiglerNon è un buon momento questo per l’Spö, il Partito socialdemocratico austriaco. Una settimana fa aveva perso di brutto nelle elezioni comunali in Bassa Austria, Tirolo e Vorarlberg. L’altro ieri il disastro si è ripetuto in Stiria. I risultati definitivi sono stati resi noti ieri mattina e attestano un calo di 5,6 punti percentuali (dal 43,3 al 37,7%).

Certo, queste ultime elezioni riguardavano 540 Comuni di un solo Land, la Stiria, e non erano così importanti, e politicamente significative, come quelle del 14 marzo, quando erano stati chiamati alle urne 2,2 milioni di elettori (un terzo circa degli aventi diritto al voto in Austria) in tre Länder. Domenica scorsa, inoltre, non si è votato a Graz (il capoluogo da solo fa circa 190.000 elettori). Ma ciò che conta a questo punto è la tendenza: la sconfitta di domenica si aggiunge a quelle del 14 marzo e tutte insieme non sono altro che le ultime stazioni di una “via crucis” per la socialdemocrazia austriaca, che dal 2006 in poi (da quando cioè l’Spö guida il governo nazionale) ha conosciuto soltanto sconfitte alle elezioni politiche, a quelle europee e quelle regionali in tutti i Länder in cui si è votato.

E il voto di domenica scorsa suona per l’Spö come un minaccioso segnale di allarme, perché in Stiria, tra sei mesi, si tornerà a votare per il consiglio del Land, che conta molto più di quelli comunali per cui si è votato l’altro ieri. Cinque anni fa il Partito socialdemocratico – allora ancora all’opposizione in Parlamento – aveva conquistato a sorpresa la maggioranza, strappando la presidenza del Land all’Övp, il Partito popolare, che fino ad allora aveva sempre goduto della maggioranza assoluta. Alla sconfitta dei “neri” (con questo colore vengono identificati in Austria i popolari) avevano contribuito non poco alcuni scandali finanziari in cui era stata coinvolta la governatrice uscente Waltraud Klasnic.

Ora quegli scandali sono stati dimenticati e il nuovo leader dei popolari stiriani Hermann Schützenhöfer può ragionevolmente sperare nella rivincita alle regionali di autunno. Ieri se ne sono già avvertiti i segnali: l’Övp è passato dal 43,4 al 46,7% (+3,3 punti). Ma quel che più conta – quanto meno a livello psicologico – è che cinque anni fa la differenza tra popolari e socialdemocratici era soltanto di 127 voti, mentre ora sfiora il 10%.

L’Spö ha perso ovunque, persino nelle roccaforti delle aree industriali, che fino a ieri sembravano inespugnabili: a Judenburg – 7, a Deutschlandsberg -7,3, a Knittelfeld -8,4, a Leoben -8,6, a Bruck an der Mur addirittura -21. I temi dominanti della campagna elettorale sono stati la crisi economica, la disoccupazione, l’immigrazione, per i quali l’Spö non sembra più capace di dare risposte rassicuranti. Ai tempi di Haider i voti dei ceti operai sarebbero andati al suo partito. Questa volta non è andata così: l’Fpö ha guadagnato meno di un punto percentuale. I delusi dell’Spö hanno preferito dare il loro voto all’Övp oppure ai comunisti, che in Stiria esistono ancora.

Accadrà lo stesso anche in autunno, quando si dovrà rieleggere il Landtag? Una risposta certa non c’è. È certo soltanto che assisteremo a una lotta all’ultimo voto tra socialisti e popolari per la conquista del Land.

Nella foto, il governatore della Stiria Franz Voves intervistato dopo il voto di domenica. Il risultato alle comunali minaccia la sua rielezione alla guida del Land alle elezioni regionali che si terranno fra sei mesi.

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