Venerdì 19 Luglio 2024

L’Esercito austriaco non è un granché, ma dispone di unità del Genio di prim’ordine per la bonifica di campi minati. Ne sta dando prova nel Balcani occidentali, dove nel corso degli anni ha maturato una vasta esperienza, riconosciuta a livello internazionale. Per questo proprio all’Austria si è rivolta l’Ucraina, per chiedere l’aiuto dei suoi reparti nello sminamento delle aree civili non più teatro di guerra.

La richiesta era stata fatta propria dal presidente della Repubblica, Alexander Van der Bellen, che in occasione del recente Consiglio d’Europa a Reykjavik aveva sollecitato un intervento dell’Esercito austriaco in aiuto dell’Ucraina. Ma alle sue parole aveva immediatamente replicato con un no netto la ministra della Difesa, Klaudia Tanner, ritenendo che un tale coinvolgimento militare sarebbe in contrasto con la neutralità dell’Austria. È la stessa ragione – quella della neutralità – per cui finora l’Austria ha fornito aiuti finanziari all’Ucraina, ma non militari.

Di opposto parere il Capo dello Stato. “Non capisco perché il governo tergiversi sempre sulla questione dello sminamento – aveva dichiarato Van der Bellen in Islanda – L’aiuto della bonifica di aree civili, come abitazioni, scuole, asili nido o terreni coltivabili, non contraddice in alcun modo la neutralità austriaca, ma anzi rappresenta un intervento umanitario”.

La vede diversamente, invece, la ministra Tanner, in quanto attualmente in Ucraina non sarebbe possibile distinguere tra sminamenti civili e militari, essendo in corso una guerra. In realtà questa distinzione è possibilissima. Gli sminamenti militari sono quelli effettuati sul campo di battaglia, per aprire varchi e passaggi abbastanza sicuri alle proprie truppe, nel minor tempo possibile. Gli sminamenti civili, invece, si effettuano lontano dai combattimenti e in tempi lunghi, perché richiedono l’individuazione sistematica delle mine e il loro disinnesco, in modo da offrire ai civili una sicurezza vicina al 100 per cento. Gli ucraini chiedono all’Austria un intervento di questo tipo, perché sul campo di battaglia si stanno già arrangiando da soli.

La neutralità in questo caso non c’entra. A meno che essere neutrali non significhi non distinguere tra aggressore e aggredito e non intervenire in soccorso umanitario del secondo (togliendo le mine dove sono), per non sfavorire il primo (che invece ha tutto l’interesse che la popolazione civile venga dilaniata dall’esplosione delle mine, così come sta facendo con i suoi bombardamenti su obiettivi civili).

Oggi al fianco della ministra della Difesa si è schierato anche il cancelliere Karl Nehammer, il quale ha dichiarato inammissibile un intervento degli sminatori austriaci sul suolo ucraino, fintanto che sarà in corso una guerra. “Chi vuole inviare soldati austriaci in zone di guerra – ha dichiarato Nehammer – rischia che questi non facciano più ritorno vivi”. Il cancelliere non lo nomina, ma il riferimento evidentemente è al Capo dello Stato, che tra l’altro, come in Italia, dovrebbe essere il “comandante supremo” delle Forze armate austriache.

D’accordo con la ministra Tanner è Herbert Kickl, segretario dell’Fpö, il partito dell’estrema destra sovranista che, come è noto, ha solidi legami di amicizia con la Russia di Putin. Anche secondo Kickl la bonifica dei campi minati in Ucraina rappresenterebbe una violazione della neutralità austriaca.

NELLA FOTO, il cancelliere Karl Nehammer e la ministra della Difesa Klaudia Tanner, contrari alla richiesta del Capo dello Stato di inviare genieri per la bonifica civile delle mine in Ucraina.

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