Sabato 20 Aprile 2024

L’inflazione torna a crescere in Austria, in controtendenza rispetto all’Italia e a quasi tutto il resto d’Europa. In agosto è risalita al 7,4% e per i generi alimentari addirittura al 9,8%. La guerra in Ucraina e i costi energetici c’entrano poco: all’inizio dell’aggressione l’Austria era dipendente per l’80% dal gas russo e continua ad esserlo per il 70%. Secondo molti analisti c’entrano invece le palate di aiuti che lo Stato aveva elargito nei mesi della pandemia a chi era in difficoltà e anche a chi non lo era, drogando il mercato.

Il governo ha preso varie misure nel tentativo di porre rimedio alla situazione. Proprio ieri, per esempio, ha varato il disegno di legge sul “fiscal drag”, annunciato in agosto. Ma già in primavera, quando l’inflazione superava il 9%, il ministro per l’Economia, Martin Kocher, aveva annunciato per l’autunno la predisposizione di uno strumento online che avrebbe consentito il confronto tra i prezzi in commercio di 16 generi alimentari di prima necessità. In questo modo i consumatori sarebbero stati aiutati a scegliere le offerte più convenienti.

Ma per un’applicazione del genere servono tanti mesi? Vista l’urgenza, non c’è qualche azienda informatica in grado di anticipare i tempi? La risposta è venuta da un programmatore di Graz, Mario Zechner, che in sole due ore ha creato lo strumento annunciato dal ministro. Due ore, non sei mesi! Quasi un pugno in faccia a Kocher, che si era preso tutto quel tempo.

Zechner è stato stimolato a farlo non soltanto perché, da esperto informatico, la lentezza del ministero gli sembrava assurda, ma anche perché aveva sotto gli occhi, in famiglia e nella cerchia dei suoi amici, i disagi causati dall’aumento dei costi dell’energia, degli affitti, dei prodotti alimentari.

Naturalmente dopo due ore non era pronto un prodotto definitivo, ma una bozza da poter sottoporre a una prova di fattibilità, integrabile e aperta online al contributo di altri programmatori. L’applicazione, nella sua versione attuale, la si può vedere all’indirizzo web www.heisse-preise.io. “Heisse preise”, come si può facilmente intuire, significa “prezzi caldi”. L’estensione “io”, invece, identifica il territorio britannico dell’Oceano Indiano. Ma viene usata anche da chi non è britannico e non risiede nell’area dell’Oceano Indiano, perché è accessibile a chiunque. Se ne servono soprattutto i professionisti del settore tech, come Mario Zechner, appunto, che è austriaco e vive in Austria, forse perché “io” viene interpretata come sigla di “input/output”.

L’applicazione creata dal programmatore di Graz prende in considerazione ogni giorno 130.000 prodotti (non 16, come si era accontentato il ministro), offerti in vendita da 14 catene di supermercati, e li elenca in ordine di prezzi crescenti: al primo posto il prodotto che costa meno, all’ultimo quello che costa di più. Per la ricerca occorre digitare il nome del prodotto (ma bastano anche solo tre lettere, perché l’applicazione lo trova da sé) ed eventualmente i supermercati a cui si vuole limitare la ricerca (ma, ovviamente, si possono prendere in considerazione tutti). È disponibile l’opzione per cercare soltanto nei discount o tra i prodotti biologici.

Nell’impostare l’applicazione Zechner ci ha preso gusto e così, in quelle due ore di lavoro, ha messo in campo una opportunità in più: cliccando su un’icona accanto a ciascun prodotto elencato si apre una finestra che consente di vedere come ne è variato il prezzo dal 2017 a oggi.

Il lavoro del tecnico stiriano ha fornito altri due risultati sorprendenti, che in partenza non erano stati messi in conto. Lo strumento che paragona i prezzi di così tanti prodotti ha permesso di scoprire che i prodotti con etichetta propria posti in vendita promozionale con sconti significativi sono identici al centesimo a quelli di altre catene. Il consumatore crede di fare un affare ad acquistare le salsicce in offerta del supermercato X e non si accorge che sono in offerta anche nel mercato Y e proprio allo stesso prezzo.

Non si accorge nemmeno che il loro prezzo sale e scende allo stesso modo. Questo probabilmente perché i prodotti “white label” sono conferiti ai supermercati dagli stessi produttori e alle stesse condizioni, ma anche se sui banconi appaiono con l’etichetta del supermercato (l’operazione si chiama “rebranding”) sono gli stessi presenti nel supermercato concorrente, che a sua volta ha posto la propria etichetta.

Le promozioni periodicamente lanciate dai supermercati e reclamizzate con stampati distribuiti porta a porta in realtà non servono a nulla. Danno al cliente l’impressione ingannevole di fare un affare, ma a conti fatti non ci guadagna nulla. Il risultato finale è spesso una maggiore spesa.

L’altro risultato del lavoro di Zechner è l’identificazione di quel fenomeno che va sotto il nome di sgrammatura e che molti consumatori già conoscono per esperienza personale. Il prezzo del prodotto resta invariato, ma ne diminuisce il contenuto: la bottiglia d’olio non è più di un litro, ma di 0,75, la confezione di fazzoletti da naso non contiene più come una volta 10 pacchetti ma 8, il tubo del dentifricio sembra uguale mentre in realtà è più corto.

Anche in questo caso siamo in presenza di un’offerta ingannevole del supermercato, perché induce a credere che alcuni prodotti siano stati risparmiati dall’inflazione e che costino come una volta. Invece solo il prezzo è rimasto invariato, mentre la confezione si è rimpicciolita. L’applicazione di Zechner consente di smascherare l’imbroglio commerciale.

NELLA FOTO, Mario Zechner, il programmatore di 49 anni di Graz. È autore del libro “Beginning Android Games” e creatore dell’applicazione per confrontare i prezzi dei supermercati. La foto è piuttosto scadente, ma è l’unica che siamo riusciti a trovare in rete. Evidentemente Zechner, che conosce da dentro tutte le insidie di Internet, si è guardato bene dal diffondere in rete la propria immagine.

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