Lunedì 22 Aprile 2024

Steinakirchen am Forst è un Comune di 2.325 abitanti nel Mostviertel, uno dei mandamenti della Bassa Austria. È tornato di recente alla ribalta delle cronache, perché uno dei suoi cittadini onorari è Engelbert Dolfuss, il politico del Partito cristiano-sociale che nel 1933 sciolse il Parlamento e trasformò l’Austria in una dittatura. Un “Mussolini in sedicesimo”, perché il suo breve regime si ispirò a quello del duce, nelle scelte politiche, nella militarizzazione della società (tutti in uniforme), nel sistema corporativo dell’economia. Per questo venne definito austrofascismo. L’Anschluss e l’avvento del nazismo posero fine al regime fascista, ma Dolfuss non ebbe modo di assistervi, perché era stato assassinato da un tentato colpo di stato dei nazisti quattro anni prima.

Che Dolfuss fosse cittadino onorario di Steinakirchen era noto da sempre, ma lo scorso anno una abitante del paese aveva scritto una lunga mail al sindaco, sollecitandolo a revocare quel titolo. “Dolfuss – si legge nel documento – ha governato l’Austria con una dittatura autoritaria, ha messo fuori legge l’opposizione, ha fatto impiccare gli oppositori”.

Dal punto di vista storico è fuori discussione il fatto che Dolfuss nel 1933 abbia sciolto il Parlamento. Ma i giudizi sulla sua figura politica sono divergenti. Da sinistra l’”era Dolfus” è definita appunto austrofascismo, da destra invece si minimizza, preferendo il termine di “Stato corporativo”. L’Övp – il Partito popolare austriaco, erede del Partito cristiano sociale d’anteguerra, di cui era stato leader Dolfuss – nella sua sede conserva addirittura un ritratto del dittatore e ogni anno celebra una messa di suffragio nella ricorrenza della morte. Come le messe che il Msi faceva celebrare a suo tempo nella ricorrenza della morte di Mussolini.

La mail della cittadina di Steinakirchen ha costretto il sindaco a porre la questione all’ordine del giorno dell’ultimo consiglio comunale. Il risultato era scontato, dato che nell’assemblea civica l’Övp ha una maggioranza schiacciante. È passata così la mozione presentata dalla stessa Övp, che dice testualmente: “Il consiglio comunale non intende avviare la revoca della cittadinanza onoraria al dottor Engelbert Dolfuss, per mancanza di giustificazioni giuridiche. Al tempo stesso decide che il documento originale (del conferimento dell’onorificenza, nda) sia trasmesso alla Casa della storia di St. Pölten (capoluogo della Bassa Austria, nda), perché sia sottoposto a una valutazione storica”.

In conclusione, il dittatore Dolfuss resta cittadino onorario.

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