Lunedì 17 Giugno 2024

Ora conosciamo i risultati pressoché definitivi delle elezioni di ieri nel Land Salisburghese. L’Övp (Partito popolare) resta al primo posto, pur avendo perso oltre 7 punti percentuali. Nel pomeriggio si temeva un crollo maggiore, ma verso sera c’è stato un recupero, che ha portato l’asticella sopra la soglia critica del 30%.

L’Fpö (estrema destra sovranista) è balzato quasi al 26%, con una crescita di quasi 7 punti, ed è diventato così il secondo partito del Land. Ha scavalcato anche l’Spö (Partito socialdemocratico), che ora è terzo, con il 17,9% (meno 2,1 punti).

La grande sorpresa della giornata di ieri è l’apparizione del Kpö (Partito comunista). Fino all’altro ieri era inesistente, con percentuali intorno allo 0,4, come nel resto dell’Austria (fa eccezione la Stiria, dove i comunisti sono al 20% e addirittura sono stati in grado di esprimere la sindaca di Graz, capoluogo del Land e seconda città dell’Austria). Ieri ha votato per il Kpö l’11,7% degli elettori del Salisburghese. A Salisburgo, città capoluogo, il partito ha superato addirittura il 20%.

Male per i Verdi, scesi all’8,2%, addirittura meno del Kpö. Malissimo per Neos, il partito liberale di centro, che ha perso 3 punti e con il 4,2% non potrà essere presente nel nuovo Landtag (consiglio regionale), dove la soglia di sbarramento è del 5%. La partecipazione al voto è stata superiore al 70%.

I risultati si prestano a varie considerazioni. La prima è che i partiti storici dell’Austria, Övp ed Spö, a cui possiamo aggiungere anche i Verdi, sono ora accerchiati: il loro ruolo è minacciato non soltanto da destra (Fpö), ma, per la prima volta, anche da sinistra (Kpö). La coalizione che ha governato il Salisburghese negli ultimi cinque anni (Övp-Verdi-Neos) non è più proponibile, perché Neos non ci sarà più e perché Övp e Verdi insieme non raggiungono il 50%.

Nemmeno Övp ed Spö (la storica “Grosse Koalition”) arriverebbe al 50%. Se non si vuole scendere a patti con l’estrema destra dell’Fpö o con i comunisti, quelli che abbiamo definito “partiti storici” dovrebbero imbarcare anche i Verdi, con tutti i problemi connessi, che renderebbero la navigazione abbastanza burrascosa, con un non improbabile naufragio nel corso del viaggio.

La seconda considerazione riguarda le ripercussioni a livello nazionale. Övp e Verdi, che a Vienna sono alleati di governo, escono con le ossa rotte dal confronto elettorale di ieri e, siccome nelle recenti elezioni in altri Länder le cose non sono andate meglio, è prevedibile che entrambi cercheranno nei mesi a venire, fino alle elezioni politiche del 2024, di mettere in risalto il loro profilo e distinguersi dall’alleato, per non perdere altri elettori. Gli scontri all’interno della coalizione sono garantiti, ma non si giungerà a una crisi, perché né popolari, né verdi trarrebbero vantaggio da elezioni anticipate, dalle quali uscirebbero massacrati. È dunque probabile che il governo tirerà a campare fino alla scadenza naturale della legislatura, ma nell’immobilismo totale.

Un altro segnale venuto dal voto di ieri è la crescita inarrestabile dell’Fpö. I sondaggi lo vedono ormai durevolmente al primo posto e, se non ci saranno incidenti di percorso, sarà il vincitore delle elezioni del 2024. Con un Övp fortemente indebolito e un Spö in caduta libera e lacerato da battibecchi interni (oggi avrà inizio la famosa consultazione degli iscritti per decidere chi dovrà stare al comando), la candidatura a cancelliere di Herbert Kickl, segretario dell’Fpö, sarà più che un’ipotesi.

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Un’ultima considerazione ci riporta al tempo del Covid-19. Ricordiamo tutti i lunghi tre anni di restrizioni, lock-down e proteste di no-vax. Era nato addirittura un partito contro la “Coronadiktatur”, che si chiamava “Menschen, Freiheit, Grundrechte” (“Uomini, libertà, diritti fondamentali”), in sigla MFG. In alcune elezioni locali aveva raggiunto quasi il 20% e sembrava destinato al successo, perché in Austria la subcultura antiscientifica è largamente diffusa.

È finito il Covid-19 e con lui è finito anche il movimento politico dei no-vax. Alle elezioni di ieri era presente anche la loro lista, con il nome MFG, che ha ottenuto lo 0,8 dei voti.

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