Mercoledì 22 Maggio 2024

22.05.23 Ricandidatura Van der Bellen su twitterIl presidente della Repubblica austriaca, Alexander Van der Bellen, ha annunciato ieri la sua ricandidatura. Il mandato di 6 anni scadrà infatti in gennaio e le elezioni dovrebbero tenersi in ottobre. Da settimane e da mesi l’Austria si chiedeva che cosa avrebbe fatto il suo presidente in carica. Si sarebbe ricandidato per un secondo mandato o, prossimo ormai ai 79 anni, avrebbe preferito farsi da parte?

Potrebbe sembrare un semplice curiosità, ma non è così. Se Van der Bellen avesse deciso di “andare in pensione”, si sarebbe dovuta mettere in moto la macchina elettorale, con tutti i partiti alla ricerca di candidati credibili e soprattutto di soldi per affrontare la campagna elettorale (le cui spese, a differenza delle altre elezioni, non vengono rimborsate dallo Stato).

La scelta di Van der Bellen, invece, ha semplificato le cose. I presidenti uscenti che si ricandidano finora sono sempre stato rieletti. Hanno il vantaggio della popolarità, contro cui nulla o quasi nulla possono altri candidati sconosciuti al grande pubblico, ancorché autorevoli. Per questa ragione i partiti più importanti – Övp (popolari) ed Spö (socialdemocratici) – avevano già lasciato intendere di non voler contrapporre propri candidati all’uscente Van der Bellen, qualora questi si fosse riproposto. Non si conoscono le intenzioni di Neos, mentre soltanto l’Fpö (estrema destra sovranista) sembra voler partecipare alla competizione, ma con personaggi di secondo piano, tanto per impedire una rielezione plebiscitaria di Van der Bellen.

Voci di corridoio rivelano che Van der Bellen avrebbe voluto rendere pubblica la sua decisione già a Pasqua, ma poi non gli sarebbe sembrato opportuno farlo mentre stava appena infuriando la guerra in Ucraina. Lo ha fatto ieri, dato che ormai non era più possibile lasciar trascorrere altro tempo, e per far sapere la sua decisione si è servito dei canali della comunicazione social: Facebook, Twitter, Instagram, Youtube. La tradizionale conferenza stampa l’ha rinviata a oggi, nel club della stampa Concordia.

Le votazioni potrebbero aver luogo il 9 o il 16 ottobre, perché poi rimanga il tempo necessario per l’eventuale ballottaggio (qualora non si fosse superato il 50% dei voti al primo turno) e gli eventuali ricorsi. Il compito di stabilire la data spetta al governo.

Come si ricorderà, la prima elezione di Van der Bellen, nel 2016, fu travagliata. I candidati al primo turno erano sei, ma nessuno raggiunse la maggioranza del 50%. Fu necessario un ballottaggio, in cui prevalse Van der Bellen per meno di un punto percentuale. Il partito del candidato avversario, Norbert Hofer (Fpö), presentò ricorso, denunciando irregolarità nello spoglio dei voti inviati per posta (nessun broglio, ma solo mancato rispetto delle norme sui tempi di svolgimento delle operazioni e sulla presenza degli scrutatori). Fu necessario un secondo ballottaggio, che però dovette essere rinviato per la necessità di sostituire le buste confezionate per il voto postale, in quanto la colla era risultata difettosa (le buste si sarebbero aperte durante il viaggio).

L’incubo questa volta non dovrebbe ripetersi, anche se in agguato c’è un’altra minaccia: il Covid-19, in qualche sua nuova variante. Per questo è probabile che la votazione sia fissata ai primi di ottobre, confidando che, se vi sarà una nuova ondata di contagi, questa arrivi più tardi, come nei due anni passati.

 

NELLA FOTO, il post di Twitter in cui il presidente Alexander Van der Bellen si rivolge alle “austriache e austriaci e tutti gli uomini che vivono qui” per annunciare la sia intenzione di ricandidarsi alla presidenza della Repubblica.

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