Lunedì 22 Aprile 2024

22.05.254 Karin KneisslAnche Karin Kneissl (nella foto) ha gettato la spugna. Era l’ultima ex politica ancora rimasta al servizio dello “zar” Putin, con un ruolo nel consiglio di sorveglianza di Rosneft, società petrolifera dello Stato russo. Da ieri non lo è più. Non ha resistito alle pressioni che le giungevano da più parti – da ultima la richiesta del Parlamento europeo che le fossero inflitte sanzioni come agli altri oligarchi vicini a Putin – e finalmente ha rassegnato le dimissioni. La notizia non è stata data da lei, ma da Rosneft.

Kneissl era stata ministra degli Esteri del primo governo Kurz, formato da Övp (popolari) ed Fpö (estrema destra sovranista). L’aveva designata per quel ruolo l’Fpö. Caduto il governo, in seguito allo scandalo del video di Ibiza, anche Kneissl aveva dovuto lasciare il Ministero.

L’incarico alla Rosneft lo aveva avuto nel marzo 2021, come molti altri ex cancellieri ed ex ministri austriaci “reclutati” dalle aziende di Stato russe, non si sa se per i favori ricevuti quando erano al potere o per i favori che avrebbero potuto fornire in futuro, grazie ai contatti a livello politico ed economico.

Dopo l’invasione militare della Russia in Ucraina, tutti gli ex al servizio di Mosca avevano rassegnato le dimissioni in segno di disaccordo con l’aggressione. Tutti meno Karin Kneissl, che era rimasta al suo posto, perché “non è nel mio stile – questa la dichiarazione rilasciata all’agenzia di stampa francese Afp – lasciare la nave nel mezzo di una tempesta”. Non se n’era andata subito, ma comunque aveva comunicato a Rosneft di non essere disponibile per un nuovo mandato.

Ora ha deciso di andarsene senza attendere la fine del mandato. Le sanzioni minacciate dall’Ue – blocco dei conti bancari e del patrimonio mobiliare e immobiliare – devono averle fatto cambiare idea.

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