Martedì 23 Aprile 2024

Il governo austriaco ha deciso di porre un tetto ai canoni di locazione delle abitazioni, dopo gli aumenti spropositati degli ultimi mesi. Al provvedimento si aggiunge il blocco degli importi delle tasse (non delle imposte) e di alcuni servizi che riguardano i trasporti pubblici e le autostrade. Allo stesso tempo saranno tassati gli extraprofitti delle società dell’energia, che qui in Austria vengono chiamati “Zufallsgewinne”, che significa “realizzi in eccedenza”, ma dove la prima parte del vocabolo (“Zufall”), richiama alla mente gli utili realizzati “per puro caso”.

Indubbiamente, però, è il “caro affitti” l’ingrediente più importante del provvedimento. In che cosa consista lo hanno spiegato questa mattina, in una conferenza stampa, il cancelliere Karl Nehammer (Övp) e il vicecancelliere Werner Kogler (Verdi). Nei prossimi tre anni i canoni di locazione potranno subire un aumento massimo del 5%. Il blocco riguarda tutti i contratti di locazione, compresi quelli relativi all’edilizia sovvenzionata e quelli definiti tecnicamente “Kategoriewertmieten” e “Richtwertmieten”.

I primi fanno riferimento alle vecchie abitazioni, con contratti stipulati fino al 1994, i cui affitti non possono superare gli importi stabiliti per legge in quattro categorie, dalla A alla D (alla D, per esempio, appartengono quelli con il wc nel corridoio, condiviso con altri appartamenti). Per i “Richtwertmieten”, gli importi prestabiliti hanno soltanto un valore di indirizzo.

D’ora in avanti, almeno per i prossimi tre anni, il canone non potrà essere aumentato più del 5%, benché l’inflazione finora sia stata intorno al 10%, tra le più alte in Europa, e soltanto da poco abbia incominciato a ridursi. In Italia l’adeguamento annuale del canone è in genere pari all’inflazione nei contratti a canone libero e pari al 75% della variazione Istat nei contratti a canone concordato.

Secondo Kogler del provvedimento dovrebbero beneficiare i titolari di circa 1,2 milioni di contratti di locazione. In questo modo si porrà fine all’esplosione degli affitti verificatasi in seguito all’aumento dei prezzi dell’energia, ma il governo sta lavorando alla ricerca di una soluzione definitiva nel settore delle locazioni.

Sempre nell’ottica di porre un freno all’aumento del costo della vita, il governo ha anche deciso di lasciare inalterate le tariffe delle “Vignette”, ossia dei pedaggi autostradali (che in Austria non si pagano a chilometro, come in Italia, ma con importi fissi per la percorrenza in autostrada per 10 giorni, due mesi o l’intero anno), e quelle dei “Klimaticket” (gli abbonamenti annuali, che consentono l’utilizzo di tutti i mezzi pubblici di trasporto, dai treni ai tram, agli autobus, alla metropolitana). Al tempo stesso è stato disposto uno stop a tutte le tasse federali (non le imposte) ed è stato rivolto un appello ai Comuni di fare altrettanto, per quelle di loro competenza.

Abbiamo parlato in apertura degli extraprofitti delle società per l’energia. Finora venivano colpiti quelli che superavano del 20% i profitti dell’anno precedente; in futuro basterà che li superino del 10%.

NELLA FOTO, il cancelliere Karl Nehammer, a destra, e il suo vice Werner Kogler, mentre illustrano il provvedimento sul tetto agli affitti.

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