Martedì 23 Aprile 2024

Quando nel 1932 venne costruita la Kaiser Franz Josef Höhe lungo la Grossglockner Hochalpenstrasse, il ghiacciaio della Pasterze si trovava ancora lì sotto, a pochi metri dal piazzale. Era stato scelto quel punto panoramico non soltanto in ricordo dell’imperatore, che era salito fin lì nel 1856, muovendosi da Heiligenblut in quattro ore di cammino, ma anche perché da quella posizione sembrava di poter toccare il ghiacciaio con mano.

Passano alcuni decenni e lo spessore del ghiaccio si riduce. A tal punto che dalla Franz Josef Höhe non lo si “tocca” più. Occorre scendere in basso, per un tortuoso sentiero e, per facilitare l’avvicinamento ai visitatori meno prestanti, viene costruita addirittura una piccola cremagliera.

Ma il ghiacciaio si ritira ancora, anno dopo anno. Sotto il piazzale della Kaiser Franz Josef Höhe non c’è più nulla. Bisogna incamminarsi verso monte e, quando Jörg Haider diventa Landeshauptmann della Carinzia, ha in mente addirittura di costruire una telecabina dalla Franz Josef Höhe fino alla zona in cui in quegli anni arrivava la lingua del ghiacciaio.

Le associazioni ambientaliste si opposero tenacemente, prima fra tutte l’Alpenverein (il Club alpino austriaco), che peraltro è proprietario di tutta l’area del Grossglockner. Haider dovette rinunciare al suo strampalato progetto. E fu un bene, perché già oggi sarebbe risultato inutile: nel frattempo il ghiacciaio della Pasterze si è ritirato di alcune altre centinaia di metri e quella telecabina rimasta soltanto sulla carta non lo raggiungerebbe più.

L’agonia della Pasterze, il più lungo ghiacciaio austriaco, continua inesorabilmente. Soltanto nello scorso anno (la misurazione è stata effettuata tra l’ottobre 2021 e il settembre 2022) si è ridotto di altri 80 metri. È andata peggio soltanto allo Schlatenkees, nel gruppo del Venediger (Tirolo) e che si è ritirato di 89,5 metri. È quanto si ricava dal rapporto annuale dell’Alpenverein, che tiene sotto osservazione 89 ghiacciai presenti sul territorio nazionale. Alcuni sono retrocessi di molto, come la Pasterze e lo Schlatenkees, altri di poco. Ma la media di 28,7 metri è comunque allarmante: è il valore più alto da 132 anni, da quando, cioè, si è incominciato a misurare la dimensione dei ghiacciai in Austria.

I 12 mesi a cavallo tra il 2021 e il 2022 sono stati tra i peggiori degli ultimi anni a causa di due fattori concomitanti: l’aumento della temperatura e la scarsità di precipitazioni nevose. Le temperature più elevate hanno favorito lo scioglimento delle nevi e, siccome è nevicato poco, la neve è presto scomparsa del tutto, mettendo allo scoperto il ghiaccio che c’era sotto e che per la prima volta ha incominciato a sciogliersi anch’esso. La conseguenza è stata la perdita di sviluppo dei ghiacciai 2,6 volte superiore a quella dell’anno precedente. Abbiamo menzionato sopra le perdite record dello Schlatenkees e della Pasterze. Sei altri ghiacciai hanno perso più di 60 metri. In altri 10 la retrocessione ha superato i 40 metri.

La situazione appare drammatica soprattutto per la Pasterze. La lingua del ghiacciaio sul versante orientale del Grossglockner ha perso in altezza il 6,4%, che corrisponde a 14,7 milioni di metri cubi di ghiaccio. Andreas Kellerer-Pirklbauer, ricercatore all’Istituto di geografia dell’Università di Graz ha suggerito un’immagine che aiuta a comprendere la dimensione del fenomeno. Quei quasi 15 milioni di metri cubi di ghiaccio corrispondono a un cubo con un lato di 245 metri, che è l’altezza della Donauturm, la torre sul Danubio di Vienna.

Kellerer-Pirklbauer avanza anche una drammatica previsione: entro alcuni anni, forse già entro il 2025, la Pasterze potrebbe ridursi a tal punto da separarsi dal massiccio del Grossglockner. Molti lettori, forse anche l’autore di questo blog, saranno ancora vivi fra tre anni e potranno salire alla Kaiser Franz Josef Höhe, per controllare se la previsione si è avverata. Ma c’è un’altra previsione che pochi di noi potranno verificare: entro il 2075 tutti i ghiacciai austriaci saranno scomparsi.

È una prospettiva catastrofica. Non tanto dal punto di vista estetico, perché le montagne hanno il loro fascino con o senza i ghiacciai. Ma dal punto ambientale. La perdita della riserva d’acqua rappresentata dai ghiacciai significa un impoverimento delle falde, impossibilità di irrigare le campagne, portata ridotta dei fiumi, con conseguenze disastrose per la fauna e per la navigazione.

NEL FOTOMONTAGGIO pubblicato dalla “Kleine Zeitung”, il ghiacciaio della Pasterze ripreso dallo stesso punto di osservazione nel 1920 (a destra), poco prima che fosse costruita la Hochalpenstrasse e la Kaiser Franz Josef Höhe; nel 2006 (al centro), negli anni in cui Haider voleva costruire la telecabina; e nel 2021 (a sinistra), poco prima dell’ultimo significativo arretramento.

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