Martedì 23 Aprile 2024

Un’altra storia di cani feroci che sbranano le loro vittime fino a renderle irriconoscibili. Era accaduto il 2 ottobre dello scorso anno a Naarn, piccolo comune dall’Alta Austria, sulla sponda sinistra del Danubio. L’episodio è stato rievocato ieri nel Tribunale di Linz, dove la proprietaria degli animali è comparsa per rispondere di omicidio colposo.

La donna, di 38 anni, era a passeggio tenendo al guinzaglio tre cani di razza American Staffordshire Terrier. Quando lungo il percorso hanno incrociato un’altra donna di 61 anni, che faceva jogging, i tre animali le si sono scagliati contro. La proprietaria ha tentato di richiamarli e di trattenerli con il guinzaglio, ma invano: l’impeto degli animali e la loro corporatura (sarà accertata successivamente in oltre 70 chili) l’hanno fatta cadere a terra.

Una volta senza controllo, i Terrier hanno letteralmente sbranato la sventurata jogger, azzannandola al volto fino al teschio, tanto da renderne impossibile il riconoscimento. Era stata identificata soltanto grazie alle impronte digitali. Anche la proprietaria, nel parapiglia, era stata fatta cadere e aveva riportato ferite, che ne avevano richiesto il ricovero in ospedale.

Non si è capito che cosa avesse fatto infuriare i cani. Spesso sono assimilati ai Pitbull, ma di norma gli American Staffordshire Terrier non sono aggressivi e, al contrario dei Pitbull, sono considerati piuttosto socievoli e mansueti. Evidentemente non sempre è così e, quando non è così, il peso e la forza fisica fanno la differenza per chi ne ha la responsabilità e dovrebbe poterli controllare. Tanto più in questo caso, in cui – secondo l’associazione per la protezione degli animali Pfotenhilfe – il Terrier era stato addestrato come cane da difesa e nelle foto pubblicate su Facebook dalla proprietaria appariva piuttosto mordace.

Per questa ragione la proprietaria è comparsa in Tribunale, per rispondere di omicidio colposo aggravato. Ha ammesso di non essere stata in grado di trattenere le sue bestie, quando avevano incrociato la jogger, e ha chiesto accoratamente perdono ai familiari della vittima (in aula c’erano il marito e un figlio). Avrebbe voluto che la tragedia non fosse mai accaduta – ha detto – e ne era stata talmente scioccata da doversi sottoporre a psicoterapia.

Le sue parole non hanno commosso il giudice, che l’ha condannata a 15 mesi di reclusione e a un risarcimento provvisionale ai familiari della vittima di 20.000 euro. All’imputata ha concesso la sospensione condizionale della pena per 10 mesi, mentre 5 li dovrà scontare in carcere. La sentenza dovrebbe essere immediatamente esecutiva, non essendo stato presentato ricorso.

Per gli accertamenti di polizia era stato necessario uccidere e sottoporre ad autopsia uno dei tre Terrier: nel suo stomaco erano stati trovati brandelli del corpo della vittima. All’aggressione avevano certamente partecipato anche gli altri due cani, ma il giudice non ha ritenuto che dovessero essere eliminati, avendo ricevuto assicurazione che ora erano affidati a mani sicure.

LA FOTO postata su Facebook (e ora rimossa) di uno dei tre cani che hanno sbranato la jogger.

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