Martedì 23 Aprile 2024

21.01.25 Livio Fedrigo con la moglie Edith - Copia - CopiaLivio Fedrigo, pioniere del turismo sul versante italiano di Passo Pramollo, è morto ieri mattina nella sua abitazione di Hermagor, dove aveva preso residenza da qualche tempo. Aveva 70 anni e la sua morte ha colto tutti di sorpresa, perché la sera precedente era andato a letto senza manifestare alcun segno di malessere. Non si è più risvegliato.

Lascia i figli Sandra e Fausto e la moglie Edith, sposata in seconde nozze. Sabato, a Hermagor, sarà allestita una camera ardente, aperta dalle 13 alle 16. Seguirà il funerale in forma privata.

Livio Fedrigo è definito nel necrologio in lingua tedesca “Gastwirt”, che significa albergatore. Per mezzo secolo ha gestito un piccolo albergo a passo Pramollo, al confine con la Carinzia, per molti anni unico punto di alloggio e ristoro in territorio italiano. Quando vi aveva avviato l’attività, il polo sciistico come lo conosciamo oggi non era nemmeno immaginabile. C’erano soltanto un paio di impianti di risalita piuttosto rudimentali. C’era voluto un bel coraggio ad avviare un’attività in quel luogo fuori dal mondo, difficile da raggiungere d’inverno, con le nevicate di quegli anni e con una strada sconnessa e insicura. Fedrigo ha avuto quel coraggio e ha saputo tener duro nonostante le difficoltà iniziali, compreso un devastante incendio dell’immobile nel 1982.

Ma Livio Fedrigo non è stato soltanto un “Gastwirt”. È stato molto di più. È stato un “ambasciatore” tra Italia e Austria, tra Friuli e Carinzia, in anni in cui i rapporti erano più difficili di oggi, complicati da un confine, che oltretutto rimaneva aperto soltanto nelle ore diurne. Dopo le 8 di sera non lo si poteva più attraversare. Sono dovuti a lui i rapporti sempre più stretti tra amministratori e operatori turistici di una parte e dell’altra del confine. Ed era sempre lui che introduceva ogni anno la conferenza stampa con cui il polo sciistico di Pramollo-Nassfeld si presentava al pubblico italiano a Udine. Lo avevamo incontrato l’ultima volta due anni fa, perché poi, causa il Covid, non si erano tenute più altre conferenze.

Ne sentiremo la mancanza alla prossima conferenza stampa, quando ci sarà e se ci sarà. Ne sentiranno la mancanza i carinziani di Nassfeld e della valle del Gail, dove aveva scelto di vivere in questi ultimi anni e dove tutti gli erano amici.

Qui di seguito pubblichiamo un ricordo di Livio Fedrigo, scritto per il Messaggero Veneto di oggi dalla collega Viviana Zamarian.

* * *

Nell’hotel che aveva il nome della Wulfenia, tipico fiore che cresce soltanto a Passo Pramollo, al confine con l’Austria, Livio Fedrigo ci era cresciuto. Facendolo diventare poi un punto di riferimento di Pontebba. Lui che era stato un pioniere, lui che per primo aveva deciso di investire nel versante italiano di Passo Pramollo per poi aprire altri due locali, il Kabrio e la pizzeria Pontafel, gestiti assieme al figlio Fausto. Se ne è andato nella notte tra martedì e mercoledì, a 70 anni, per un peggioramento delle condizioni di salute.

«Mio padre aveva compreso le potenzialità di quel posto e ne era diventato un punto di riferimento, una leggenda», ricorda commosso il figlio con parole cariche di ammirazione. «Era un numero uno, un padre e un nonno unico, che i suoi quattro nipoti adoravano. Era un esempio per tutti. Lavoravamo sempre assieme e ci legava un rapporto che andava al di là di quello tra padre e figlio, si trattava di una vera amicizia», racconta Fausto.

Guardava sempre avanti Livio, «mai indietro, perché non portava fortuna» diceva. E così, dopo l’incendio che aveva danneggiato la struttura nel 1982, l’aveva ricostruita. C’erano voluti quattro anni, ma Livio non si era arreso. Perché amava profondamente la sua professione, non si fermava mai. E anche allora non aveva perso il suo umorismo, l’entusiasmo che da sempre lo contraddistingueva.

«E per questo era conosciuto a livello internazionale – prosegue Fausto – Era stimato da tutti i nostri ospiti, che arrivavano da tanti Paesi diversi e ai quali offriva sempre un servizio di qualità, con piatti che non si potevano degustare altrove. Era davvero una istituzione per tutti» prosegue Fausto, che Livio lascia assieme alla figlia Sandra, anche lei attiva nel settore turistico, e a Edith, sposata in seconde nozze. Un vulcano di idee, un innovatore capace di stringere collaborazioni sia con gli operatori italiani che con quelli austriaci.

L’intraprendenza, di certo, non gli mancava. Così come la schiettezza, la capacità di guardare oltre, il desiderio di realizzare sempre progetti innovativi, di vincere nuove sfide, di migliorarsi. A gennaio del 2021 aveva organizzato un sistema per consegnare le pietanze da asporto agli sciatori austriaci, senza far correre loro il rischio di incappare nelle sanzioni anti-Covid allora previste. Come imprenditore rappresentante italiano di Pramollo partecipava sempre alla presentazione ufficiale della stagione invernale dello sci di Passo Pramollo Nassfeld. «Era uno dei pionieri – racconta il sindaco di Pontebba Ivan Buzzi –, un imprenditore che amava il suo lavoro e la sua terra e che era fortemente legato alle tradizioni. Livio, con entusiasmo, aveva investito rendendo grande la realtà di Pramollo, cercando di migliorarla e di sviluppare nuove opportunità. Era stato consigliere comunale negli anni Novanta per due mandati e per tutti è sempre stato un punto di riferimento, era la memoria storica del paese. A nome dell’amministrazione comunale mi stringo alla famiglia in questo momento di dolore». L’ultimo saluto verrà dato a Livio sabato dalle 13 alle 16.30 a Hermagor in Austria dove risiedeva. Seguirà, a breve, anche una cerimonia di addio a Pontebba.

NELLA FOTO, Livio Fedrigo con la moglie Edith.

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