Sabato 15 Giugno 2024

10.04.21 rauchem020210apa726Il 1. luglio entra in vigore in Austria la nuova disciplina del fumo nei pubblici esercizi. Per essere più precisi, la legge che disciplina la materia è già in vigore: il 1. luglio scade il termine concesso a ristoranti e Gasthäuser per mettersi in regola. Dopo quella data per i locali non a norma scatteranno le sanzioni, che sono piuttosto pesanti (2.000 euro ai gestori non in regola che saliranno a 10.000 in caso di recidiva; 1.000 euro agli avventori sorpresi con la sigaretta accesa dove non era permessa).

La legge non prevede – come in Italia e come ormai in molti altri Paesi d’Europa – un divieto generalizzato del fumo. La lobby del tabacco in Austria è molto forte e – non si capisce perché – ha un alleato molto potente nell’Övp, il Partito popolare, che governa assieme ai socialdemocratici. Questo spiega perché al problema sia stata data una soluzione a metà, tipicamente austriaca verrebbe da dire, che per cercare di accontentare tutti finisce per non accontentare nessuno.

Ecco in sintesi le nuove norme non più derogabili dopo il 1. luglio. Tutti i locali pubblici (bar, caffè, osterie, ristoranti, mense, discoteche ecc.) di superficie superiore ai 50 metri quadrati dovranno avere vani separati per fumatori e non fumatori. Qualora il locale abbia un vano unico, questo dovrà essere diviso in due parti, da riservare rispettivamente ai fumatori e ai non fumatori. In assenza di parete divisoria, vigerà il divieto di fumo. Per i locali sotto i 50 metri, invece, i proprietari avranno facoltà di decidere se riservarli ai fumatori o ai non fumatori.

Se per questi ultimi il problema di fatto non si pone (tutti permetteranno di fumare), si pone invece per gli altri, per una ragione molto semplice: la divisione in due dei vani, oltre che complicare la gestione dell’esercizio, richiede un cospicuo investimento, da ammortizzare in più anni. E potrebbe succedere – questo il timore emerso da tutte le inchieste giornalistiche svolte nei mesi scorsi in Austria – che tra qualche anno, se non addirittura tra qualche mese, il governo austriaco, di sua iniziativa o in ottemperanza a una direttiva europea, decida di seguire l’esempio dell’Italia, vietando il fumo in tutti i locali. In tal caso la spesa fatta per creare il “vano fumatori” sarebbe stata inutile.

Il malumore nella categoria degli esercenti austriaci si tocca con mano. Se n’è avuta conferma anche nel dibattito radiofonico svoltosi lunedì sera nella sede Orf di Klagenfurt. Nessuno si arrischia a fare un investimento di 30.000-50.000 euro che il giorno dopo potrebbe risultare inutile. C’è inoltre il timore che le nuove norme creino una turbativa nel settore: se in un bar con meno di 50 metri si può fumare e in quello vicino più grande non si può, dove andrà la clientela?

Nel dibattito dell’Orf la maggioranza degli intervenuti richiedeva un divieto generalizzato del fumo sul modello italiano o, in subordine, un rinvio della scadenza del 1. luglio, perché nessun esercente finora ha messo a norma il proprio locale. Ma il ministro della sanità Alois Stöger è stato irremovibile: la legge non si cambia e i controlli scatteranno dalla data stabilita.

Nella foto, l’adesivo che si può già vedere all’ingresso di alcuni ristoranti e bar austriaci. La didascalia dice “Locali separati per fumatori e non fumatori”.

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