Lunedì 26 Febbraio 2024

20.04.30 Bagni pubblici di Klagenfurt sul WörtherseeDa domani, 1. maggio, cessa in Austria la clausura domiciliare. Tutti potranno andare dappertutto sull’intero territorio nazionale, a piedi, in bicicletta, in auto o con qualsiasi altro mezzo. Nessun limite più alla mobilità, salvo le precauzioni consuete, in vigore anche in Italia, come il divieto di formare assembramenti (da 10 persone in su) e il rispetto delle distanze, che però non è richiesto con i familiari o con le persone con cui si condivide l’abitazione. La mascherina non era obbligatoria prima e non lo sarà neanche da domani: è richiesta soltanto quando si entra in un negozio o si sale su un mezzo di trasporto pubblico.

Per la verità, secondo alcuni, la libertà di muoversi non avrebbe mai subito vere e proprie limitazioni. I decreti del governo vietavano di uscire di casa, è vero, ma le deroghe consentite erano più ampie di quelle previste in Italia e soprattutto erano applicate con manica più larga. Per esempio, si poteva raggiungere la casa delle vacanze o fare un tuffo nel lago. Era consentito fare jogging o correre in bicicletta. L’applicazione era affidata al buon senso: maggior rigore a Vienna, dove l’affollamento nelle strade era più probabile (e per questo alcuni giardini pubblici per un certo periodo sono rimasti chiusi), maggiore tolleranza in Carinzia o nelle aree a scarsa densità abitativa.

Sta di fatto, però, che molti austriaci hanno preso il divieto alla lettera e, per non sbagliare, sono rimasti tappati in casa per sei settimane e mezza. A tale risultato ha contribuito non poco la strategia adottata dal governo di spaventare i cittadini, come si è appreso pochi giorni fa, quando sono diventati pubblici i verbali delle prime sedute della task force istituita per affrontare il virus. Per convincere l’opinione pubblica che la situazione era grave, il cancelliere Sebastian Kurz aveva descritto scenari catastrofici, parlando di “quiete che precede la tempesta” e annunciando che “dovremo abituarci all’idea di veder morire qualche persona nella cerchia delle nostre conoscenze”.

La paura di assistere a scene simili a quelle viste in tv dei camion militari italiani con le bare di Bergamo, più che il timore di sanzioni pecuniarie, ha convinto la gran parte degli austriaci a non muoversi. Ma da domani si cambia, sia pure con cautela, mantenendo sempre le distanze e indossando la mascherina nei negozi e sui mezzi di trasporto. Con gradualità riprenderanno tutte le attività di una volta.

Da sabato potranno alzare le saracinesche i centri commerciali e i grandi negozi (finora potevano farlo solo supermercati, farmacie e piccoli negozi). Lunedì torneranno a scuola gli studenti che devono affrontare la maturità (o analoghi esami a conclusione di un ciclo di studi).

Il 15 maggio riapriranno le chiese, le moschee e gli altri luoghi di culto e di preghiera. Ma soprattutto, da quel giorno, potranno finalmente riaprire i ristoranti, rispettando prescrizioni molto rigorose: prenotazione necessaria per non più di quattro persone per tavola, distanza di almeno un metro tra i tavoli, obbligo della mascherina per i camerieri (per i clienti soltanto finché ci si siede, poi potranno toglierla e non rialzarsi fino al momento di andarsene), servizio in tavola e non a buffet. Dal 18 maggio riprenderanno le lezioni in classe gli alunni delle elementari e delle medie.

La svolta più importante – e rischiosa – è prevista il 29 maggio. Da quel giorno potranno riprendere l’attività anche gli hotel, gli stabilimenti balneari ai laghi, gli impianti per il tempo libero. Anche per queste strutture si stanno studiando misure per limitare al massimo il rischio del contagio. Ma il pericolo è sempre in agguato e proprio per questo il ministro della Salute, Rudolf Anschober, ha avvertito che vi sarà una vigilanza continua e che al minimo segnale di ricomparsa del virus bloccherà tutto e si farà marcia indietro.

Del resto, proprio ieri il virologo Herwig Kollaritsch, che fa parte della task force governativa, ha dichiarato di attendersi una seconda ondata di infezioni in autunno, quando le persone trascorreranno più tempo al chiuso e si formeranno più facilmente assembramenti. È una prospettiva considerata normale da tutti i virologi. “Ma se questa ondata dovesse avvenire prima dell’autunno – ha ammonito – ne saremmo noi stessi responsabili”. Per evitare che ciò accada, il ministro Anschober è sempre sul chi va là, pronto a tirare il freno a mano.

 

NELLA FOTO, la “spiaggia” di Klagenfurt, sul Wörthersee. Sarà riaperta dal 29 maggio, ma con alcune limitazioni.

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