Giovedì 20 Giugno 2024

22.05.25 Johannes Rauch e Karoline EdtstadlerLa guerra in Ucraina ha fatto passare in secondo piano l’epidemia da Covid-19. Il virus circola ancora, ma non è più minaccioso come nei mesi scorsi, grazie al fatto che molti si sono vaccinati e che le temperature più elevate e la vita all’aria aperta hanno reso più improbabili i contagi. Sono queste le circostanze che hanno indotto il ministro della Salute, Johannes Rauch (Verdi), a ridurre le misure di cautela ancora in vigore, prima fra tutte l’obbligo della mascherina.

La principale novità annunciata ieri da Rauch, affiancato dalla ministra per gli Affari costituzionali, Karoline Edtstadler (Övp), è proprio che dal 1. giugno in Austria non ci sarà più l’obbligo generalizzato della mascherina. La si dovrà indossare soltanto negli ospedali, nelle case di cura e nelle residenze per gli anziani, ovvero nei luoghi che ospitano le persone più vulnerabili per età o per le patologie di cui soffrono. Non servirà più, invece, nei negozi, sui trasporti pubblici, negli uffici. Come tutti i provvedimenti, anche questo ha una scadenza: tre mesi. In settembre se ne riparlerà, alla luce della situazione epidemiologica di quel momento.

Anche l’obbligo di vaccinazione rimane sospeso. La legge che lo prevede resta in vigore, per cui l’obbligo di vaccinarsi potrebbe essere reintrodotto in qualsiasi momento, ma per ora è rinviato, così come era già stato rinviato in marzo, quando sarebbero dovuti incominciare i controlli sistematici ed essere inflitte le prime sanzioni agli inadempienti.

La sospensione è stata raccomandata dall’apposita commissione di esperti costituita proprio in base alla legge. L’obbligo vaccinale era stato preso in considerazione nel novembre dello scorso anno, quando il virus infuriava e le terapie intensive rischiavano il collasso. Già in marzo e soprattutto ora vi sono ancora molti contagi, ma nella variante omicron che non causa sintomi gravi e quindi non comporta un elevato numero di ricoveri ospedalieri. Anche per l’obbligo vaccinale la situazione verrà riesaminata dopo l’estate, dato che “in autunno – ammoniscono gli esperti della commissione – ci si deve attendere una nuova, massiccia ondata di contagi”.

Una terza novità annunciata ieri dal ministro Rauch riguarda le scuole. Da giugno non vi saranno più i test molecolari obbligatori per gli alunni. Solo qualora in una classe si verificassero dei contagi, saranno effettuati nuovamente test antigenici. Il provvedimento viene motivato con il numero sempre minore di test positivi registrati nelle ultime settimane. Può sembrarci strano che una misura del genere sia stata decisa per giugno, ma in Austria l’anno scolastico dura più a lungo che in Italia: si concluderà il 1. luglio a Vienna, nella Bassa Austria e nel Burgenland (ossia nei Länder orientali), mentre negli altri Länder le lezioni proseguiranno fino all’8 luglio.

Le nuove disposizioni annunciate ieri dal ministro Rauch valgono per l’intero territorio nazionale, ma ai Länder è lasciata facoltà di mantenere o reintrodurre misure più restrittive. In questo caso soltanto Vienna (il Comune metropolitano ha il rango costituzionale di un Land) ha scelto, come in passato, di seguire una strada di maggiore rigore: nella capitale l’obbligo della mascherina Ffp2 sarà mantenuto non soltanto negli ospedali, ma anche sui mezzi pubblici di trasporto, nelle farmacie e negli ambulatori medici. Chi nei prossimi giorni si recherà a Vienna per una vacanza o per lavoro dovrà tenerne conto, per non incorrere in sanzioni.

 

NELLA FOTO, il ministro della Salute, Johannes Rauch (Verdi), affiancato dalla ministra per gli Affari costituzionali, Karoline Edtstadler.

__________________________

Austria vicina è anche su Facebook. Clicca “mi piace” alla pagina https://www.facebook.com/austriavicina.

 

Lascia un commento