Lunedì 22 Aprile 2024

Ormai da due anni gli austriaci stanno sperimentando un nuovo modo di viaggiare, servendosi dei mezzi pubblici, anziché delle proprie auto. Ovviamente non tutti lo fanno, ma il numero di chi lo fa è in continua crescita. Tutto è dovuto all’introduzione del Klimaticket, un abbonamento valido per tutti i mezzi di trasporto del Paese, indipendentemente dalle società pubbliche o private di gestione, a un prezzo a cui è difficile dire di no: 3 euro al giorno.

È un po’ quello è accaduto con gli skipass. I più anziani se lo ricorderanno. Tanti anni fa ogni sciovia, ogni seggiovia, ogni funivia aveva la sua cassa con i suoi biglietti. Gli sciatori dovevano avere sempre il taccuino con i soldi a portata di mano e riservare un taschino della giacca a vento per i biglietti della sciovia e un altro taschino per quelli della seggiovia. Poi i poli sciistici più avveduti introdussero tessere di abbonamento a punti valide per tutti gli impianti. L’elettronica permise di compiere il passo successivo: l’introduzione di skipass, che rendeva possibile la registrazione dei passaggi sui vari impianti, anche di poli sciistici differenti. Il risultato fu che tutto il procedimento di pagamento risultò semplificato (ora si può fare anche online da casa) e gli impianti venivano utilizzati meglio e con maggiore frequenza, riducendo i costi di gestione.

Il Klimaticket austriaco è lo “skipass” dei mezzi di trasporto su strada. Con esso si può salire liberamente e illimitatamente su autobus, tram, metropolitane, treni locali e nazionali e si è invogliati a farlo perché, una volta sostenuta la spesa iniziale, ogni viaggio non costa più niente. Nella settimana si usa il mezzo pubblico per andare al lavoro, a scuola, all’università, ma nel weekend lo si può usare ancora per una gita in montagna, per una visita in città, per andare ad assistere a un concerto. L’uso del mezzo pubblico diventa così conveniente, che alla fine non si ha più voglia di tirare fuori la propria auto dal garage.

Il Klimaticket fu introdotto il 26 ottobre 2021, una data importante per l’Austria, scelta non a caso. È il giorno della Festa nazionale, perché ricorda la riacquistata sovranità dopo 10 anni di occupazione alleata. Da allora sono passati due anni ed è dunque tempo per trarne un bilancio.

Ricordiamo innanzitutto la genesi del progetto. L’idea risale ai primi anni del 2000. Allora erano i socialdemocratici a immaginare un unico biglietto di viaggio per tutta l’Austria, ma non riuscirono a passare dalle parole ai fatti. Ci riusciranno vent’anni dopo i Verdi, nella coalizione di governo con l’Övp. Ci riusciranno per la tenacia della loro ministra per i trasporti e l’ambiente Leonore Gewessler, che ha cucito con pazienza infinita gli accordi con le tante società di trasporto pubblico dei Comuni e dei Länder.

Era riuscita nel suo intento con tutti gli interlocutori dell’Austria centrale e occidentale, non invece con il “triangolo” orientale (Vienna, Burgenland e Bassa Austria). Qui le cose stavano andando per le lunghe, perché in questi tre Länder, con migliaia di persone gravitanti sulla capitale per studio o per lavoro, forme di abbonamento per i mezzi pubblici esistevano già e il Klimaticket non rappresentava un’alternativa così appetibile.

La soluzione era arrivata quasi alla vigilia del 26 ottobre di due anni fa. L’accordo di Gewessler era stato raggiunto su tutto il territorio nazionale, con alcuni aggiustamenti rispetto al progetto iniziale. C’era il Klimaticket valido sull’intero territorio nazionale al costo di 1.095 euro (3 euro al giorno), ma accanto ad esso c’erano Klimaticket regionali (a prezzi inferiori) validi per un solo Land o per più Länder contigui, per consentire a ogni viaggiatore di scegliere la soluzione per lui migliore.

Alla partenza del piano furono venduti 80.000 Klimaticket, ma già un anno dopo il numero era balzato a 200.000 e al 26 ottobre scorso erano saliti a 260.000. Non tutti gli utenti sborsano il prezzo intero. Giovani, anziani e appartenenti a speciali categorie beneficiano di un prezzo ridotto a 821 euro. Grossomodo metà dei 260.000 ticket in circolazione sono a prezzo pieno e l’altra metà a prezzo ridotto.

È chiaro che gli incassi dalla vendita dei Klimaticket non coprono i costi del trasporto. La differenza la mette lo Stato. Nel primo anno è stata di 197,2 milioni, quest’anno sarà di 366,7 milioni e per il prossimo anno è stata messa a bilancio una copertura di 544,5 milioni. Ma ciò che conta per i Verdi è promuovere il trasporto pubblico, nella convinzione che ciò possa essere utile per l’ambiente e abbia anche una funzione educativa: chi da giovane si abitua a viaggiare spesso e a buon prezzo sui mezzi pubblici – questa la speranza della ministra Gewessler – continuerà a farlo anche da adulto.

Gli effetti del resto si sono già visti, con un aumento dei passeggeri su tutti i mezzi di trasporto. Nelle ferrovie è stato addirittura del 20%, con la conseguenza di treni affollati e la necessità di prenotare i posti a sedere per non rischiare di dover rimanere a terra. Meno evidente l’aumento solo a Vienna, perché nella capitale, servita da un’eccellente rete di trasporto pubblico, già prima del Klimaticket la maggior parte della popolazione se ne serviva.

Al successo del ticket hanno contribuito, inoltre, alcune iniziative prese localmente. Per esempio, alcuni Comuni del Salisburghese, per agevolare la mobilità dei propri abitanti, si sono fatti carico del 40% del prezzo. In Tirolo i dipendenti del Land e dei Comuni hanno chiesto di averlo gratis, rinunciando al rimborso delle spese di viaggio di cui prima beneficiavano. Alcune aziende lo hanno acquistato per i loro dipendenti e hanno potuto farlo esentasse. Inoltre il Klimaticket è stato concesso gratis ai militari di leva, a quanti prestano servizio civile sostitutivo e agli allievi della scuola di polizia.

Dal prossimo anno, inoltre, come già avevamo riferito in questo blog, il Klimaticket sarà offerto gratis per un anno ai giovani che compiono il 18. anno di età. I nuovi potenziali utenti sono 88.900 e l’operazione avrà un costo di 120 milioni.

Il giudizio sul biglietto unico per viaggiare è generalmente positivo. Tra quelli che ne stanno facendo uso, 9 su 10 sono soddisfatti. Il successo maggiore è stato quello di uscire dalla giungla dei trasporti pubblici, con tanti biglietti da pagare per ogni singolo mezzo.

Immaginatevi in Italia un milanese che voglia passare il weekend a Venezia e che possa farlo con una sola card in tasca valida per il treno (qualsiasi treno), per il bus dalla stazione di Mestre al piazzale Roma di Venezia e per i vaporetti (tutti i vaporetti) della laguna. Questo in Austria è ora realtà, mentre noi siamo rimasti come ai tempi in cui non esistevano gli skipass.

C’è tuttavia un’incognita all’orizzonte. Il prossimo anno si vota in Austria e nel futuro governo probabilmente non ci saranno più i Verdi. Mentre ci saranno probabilmente gli esponenti dell’Fpö, il partito dell’estrema destra sovranista da tempo in testa ai sondaggi. L’Fpö è l’unico partito che nel 2021 aveva votato contro il Klimaticket. Un ritorno al passato è sempre possibile.

NELLA FOTO, la ministra Leonore Gewessler, con il Klimaticket riservato gratuitamente ai neo diciottenni.

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