Giovedì 22 Febbraio 2024

21.11.27 Hans Peter Doskozil con Helga Javorits (Impflotterie)Quanto può valere la nostra salute? Moltissimo, la mettiamo al primo posto. Tant’è vero che quando abbiamo dei problemi usiamo dire: “Beh, basta la salute!”. È questa la ragione per cui fino a ieri 5.926.140 austriaci (il 66,34% dell’intera popolazione) si erano fatti vaccinare con doppia dose. Per evitare il contagio da Covid-19 e stare in buona salute. Per la ragione simmetricamente opposta due milioni di austriaci continuano invece a rifiutare la vaccinazione: ne temono gli effetti collaterali più dello stesso Covid e ne sono talmente convinti che a migliaia scendono in piazza per protestare contro le misure decise dal governo.

E allora la domanda successiva è: quanto vale questa loro convinzione? qual è il prezzo da pagare per convincere un no-vax a cambiare idea? Lo abbiamo visto recentemente nel Burgenland, il Land più orientale dell’Austria, al confine con l’Ungheria: vale il prezzo del biglietto di una lotteria a premi.

Il Land ha indetto una lotteria con mille premi da estrarre a sorte tra quanti si sarebbero fatti vaccinare. Da quando il gioco ha preso il via oltre 115.000 persone (su una popolazione complessiva di 296.000 abitanti) vi hanno aderito, 12.911 delle quali per ricevere la prima dose del vaccino che altrimenti avrebbero continuato a rifiutare. Nessuno dei nuovi e vecchi vaccinati si è sentito male e il Burgenland è diventato di colpo il Land con la percentuale più alta di vaccinati in Austria.

Ma, quel che più conta, è il Land che ora ha la più bassa incidenza di contagi, benché confini con l’Ungheria, Paese in drammatica crisi pandemica, con 135 morti per milione di abitanti alla settimana (l’Austria ne ha 35, l’Italia 9). La contiguità territoriale e il quotidiano pendolarismo tra un Paese e l’altro – che a Trieste, per esempio, sono stati indicati come causa principale dell’aumento dei contagi – qui sembrano non avere alcuna rilevanza.

La “Impflotterie” nel Burgenland si è svolta in ottobre e si è conclusa con il sorteggio dei mille premi (tra cui tre auto e 15 biciclette a pedalata assistita) l’11 novembre, giorno di San Martino, patrono del Land, che qui viene festeggiato con la “Martinigans”, l’oca arrosta con pepe e paprica. È stato il governatore del Burgenland in persona, Hans Peter Doskozil, a consegnare il primo premio, una fiammante Golf Gti, alla vincitrice Helga Javorits, di Oberwart.

L’occasione per tornare a parlarne oggi è data dal fatto che, nell’inerzia di altri Länder, l’Orf si è fatta promotrice a sua volta di una lotteria per incoraggiare i no-vax di tutta l’Austria a cambiare idea e a prestare il loro braccio all’ago della vaccinazione. L’Orf è l’emittente radio-televisiva pubblica.

L’iniziativa è stata annunciata dallo stesso direttore generale dell’azienda, Alexander Wrabetz, con il motto “Chi si vaccina vince”. Vince che cosa? Anche in questa lotteria i premi sono mille e piuttosto interessanti: auto, cucine di marca, televisori, persino una casa unifamiliare. Per partecipare bisogna essere cittadini austriaci, avere più di 18 anni e aver ricevuto il vaccino – non importa se la prima, la seconda o addirittura la terza dose – tra il 1. ottobre e il 20 dicembre. I nomi dei vincitori saranno comunicati il 24 dicembre, vigilia di Natale, nel corso della trasmissione televisiva “Licht ins Dunkel”, che ogni anno raccoglie offerte tra i telespettatori per aiutare le famiglie più bisognose. I partecipanti dovranno dare la loro adesione attraverso il sito web dell’Orf. fornendo nome, data di nascita e indirizzo. Il documento che prova l’avvenuta vaccinazione dovrà essere esibito soltanto in caso di vincita, al momento della premiazione.

La lotteria è stata contestata dall’Fpö, il partito dell’estrema destra sovranista, schierato al fianco dei no-vax. Un inutile spreco di denaro, proprio nel momento in cui l’Orf ha deciso di aumentare il canone televisivo. Questa l’accusa principale. In realtà, non c’è alcuno spreco, perché tutti i premi sono stati messi gratuitamente a disposizione dalle aziende produttrici. L’Orf, quindi, non spenderà un euro.

Nella lotteria del Burgenland, invece, i premi erano stati pagati dal Land. Anche allora si era parlato di spreco, ma alla fine i risultati hanno dato ragione al governatore Doskozil: l’aumento del numero dei vaccinati ha ridotto i ricoveri, consentendo un risparmio di spese ospedaliere, soprattutto in terapia intensiva, superiori ai costi della lotteria.

 

NELLA FOTO, il governatore del Burgenland, Hans Peter Doskozil, mentre consegna simbolicamente le chiavi di una Golf Gti alla vincitrice Helga Javorits.

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