Mercoledì 22 Maggio 2024

20.05.13 Sebastian Kurz in Kleinwalsertal 1 - CopiaLa Kleinwalsertal, visitata l’altro ieri dal cancelliere Sebastian Kurz, soffre di un handicap che alle volte può rappresentare anche un vantaggio. È una valle tutta circondata da monti, con una sola uscita. Quell’unico corridoio per andare e venire non porta in Austria, ma in Germania. In altre parole, come scrivevamo in coda al blog di ieri, la Kleinwalsertal è una valle dell’Austria, che appartiene amministrativamente al Land del Vorarlberg, ma a cui non si può accedere se non passando su suolo tedesco.

È così da secoli, tranne la breve parentesi seguita all’Anschluss nazista, che inglobò quella valle in un “Gau” bavarese, sottraendola all’Austria, che peraltro non si chiamava più Austria, ma Ostmark, ed era diventata anch’essa una provincia del Reich millenario, alla periferia orientale. Un Ostmark, appunto.

Finora la Kleinwalsertal era famosa soltanto per la sua Cassa rurale, quel tipo di banca di paese che in Austria prende il nome di Raiffeisen Bank. Sono banche a servizio dei contadini e dei piccoli artigiani della zona. Non però quella della Kleinwalsertal, che ha un bilancio e amministra un patrimonio miliardario (stiamo parlando di miliardi di euro), da far invidia a tutte le filiali di Unicredit e Banca Intesa messe insieme.

Da dove arriva tanta ricchezza? Non certo dai 2.500 abitanti della valle. Clienti della Raiffeisen Bank (che da dieci anni ha cambiato nome) e di alcune altre banche insediatesi nel frattempo in quella felice enclave sono soprattutto tedeschi. Chi si fosse incuriosito e volesse sapere qual è il segreto che consente alla Cassa rurale di quella valle di avere tanti tedeschi in coda ai suoi sportelli con borsone piene di banconote può trovare la risposta che cerca nell’articolo che avevamo scritto dieci anni fa (questo il link: https://diblas-udine.blogautore.repubblica.it/2010/09/23/viaggio-nella-walsertal-la-valle-dove-nascono-i-banchieri/).

Qui oggi torniamo sulla visita di Kurz dell’altro ieri, che ha fatto parlare di nuovo della Kleinwalsertal tutti i giornali. Il grande interesse non è la visita in sé, ma l’assembramento che si è creato attorno al cancelliere, in violazione di tutte le regole sul distanziamento stabilite per evitare il diffondersi del Coronavirus. È stato quasi un abbraccio al giovane capo del governo da parte di una popolazione che per dieci settimane si era trovata isolata dal mondo. Lo stesso Kurz e il suo seguito, per raggiungere la valle, avevano dovuto munirsi di un’autorizzazione per entrare in Germania e “uscire” nella valle austriaca, superando indenni il doppio valico di frontiera.

Ciò che ha suscitato non poche perplessità – la parola “scandalo” da parte delle opposizioni è legittima, ma francamente ci pare esagerata – è la faciloneria con cui è stato programmato l’evento, senza prendere le misure necessarie per evitare un assembramento che era facilmente prevedibile. Anzi, pare quasi che il Comune della piccola valle l’avesse favorito, invitando la popolazione a esporre le bandiere sulle facciate delle case e a partecipare a una manifestazione lungo la strada (queste le parole apparse in un post del Comune pubblicato su Facebook e poi cancellato).

La cancelleria ieri è corsa ai ripari, segnalando che si era trattato di una manifestazione spontanea di entusiasmo da parte dei valligiani, a cui Kurz non si era potuto sottrarre. Ma pare che proprio Kurz se la fosse andata a cercare, perché il suo arrivo in auto era previsto sul retro della Landhaus, per accedervi per una porta secondaria, mentre alla vista della folla aveva voluto che la macchina si fermasse davanti, per poter salutare la gente accorsa.

Ma ciò che soprattutto ha colpito è il fatto che Kurz non indossasse la prescritta mascherina. Lo devono fare tutti gli altri cittadini e se non lo fanno sono multati. Perché allora non lui? Se non altro per dare l’esempio.

 

NELLA FOTO, l’incontro del cancelliere Sebastian Kurz con un’attempata valligiana, che per il grande evento ha indossato il tradizionale Dirndl. Entrambi non hanno la mascherina, ma almeno il distanziamento è rispettato. Più tardi invece il cancelliere, sempre senza mascherina, affronterà un bagno di folla.

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