Giovedì 22 Febbraio 2024

christina sturmer230110sher726Ricordiamo tutti “Sorelle d’Italia”, l’inno di Mameli in versione femminile utilizzato nello spot pubblicitario di Calzedonia, con la voce suadente di Sushy. E ricordiamo tutti le polemiche che ne erano seguite. Ebbene, qualcosa del genere sta succedendo ora anche in Austria. Anche in Austria l’inno nazionale è stato riproposto in chiave rock da Christina Stürmer, una giovane cantante molto popolare in tutta l’area di lingua tedesca, la quale, in omaggio al principio delle pari opportunità, ne ha modificato anche un verso: il quinto.

La prima strofa del “Bundeshymne” è tutta un’esaltazione dell’Austria: “Terra di montagne, terra lungo i fiumi, terra di campi coltivati, terra di cattedrali, terra di lavoro e di grandi prospettive…”. Finché si arriva al quinto verso che definisce l’Austria “patria di grandi figli”. E perché non anche “di grandi figlie”? Perché questa chiusura maschilista nei confronti del cosiddetto sesso debole?

Che l’autore dell’inno sia un’autrice, poco importa. Forse anche lei vittima del maschilismo imperante, che aveva condizionato la sua vena creativa. A porre rimedio alla discriminazione in rima dell’inno austriaco ci ha pensato ora la Stürmer, che ha adottato la soluzione più comoda, anche se forse non troppo rispettosa della metrica: ha allungato il quinto verso che ora va letto tutto d’un fiato “patria sei di grandi figli e figlie”.

Uno scandalo! Piccolo, forse, ma pur sempre uno scandalo, perché qui non si tratta semplicemente della stravaganza di una giovane cantante (si sa come sono fatti i ragazzi d’oggi, rockettari per giunta!), ma di una iniziativa ufficiale del “Bildungsministerium”, il Ministero della pubblica istruzione. È stata infatti la “Gelmini” austriaca – anche qui una donna, Claudia Schmied, socialdemocratica – a chiedere a Christina Stürmer di reinterpretare l’inno austriaco in chiave rock, per farne la colonna sonora della campagna indetta dal Ministero per la promozione della riforma scolastica in corso. Si è rivolta alla Stürmer – una star in Austria e in Germania, con un milione e mezzo di dischi venduti – certa così di poter far breccia nel pubblico giovanile.

Che l’obiettivo sia stato raggiunto è da vedere. Certo la “patria… di grandi figlie” ha scatenato la reazione della Sessler Verlag, casa editrice titolare dei diritti sull’inno. “L’incarico affidato alla Stürmer – ha dichiarato un suo rappresentante, Ulrich Schulenburg – avrebbe dovuto fare in modo che i diritti degli autori fossero tutelati nei confronti della popolazione e soprattutto dei giovani. Certo, la Repubblica ha tutti i diritti sull’uso dell’inno, ma qualsiasi modifica del testo costituisce un’ingerenza nei confronti dell’autore”.

O piuttosto dell’autrice. L’inno infatti fu scritto da una donna, Paula von Preradovi? sposata Molden, poetessa e scrittrice, figlia di genitori croati (era nata a Pola nel 1887, allora ancora impero absburgico). Nel 1946 la rinata repubblica austriaca volle darsi un nuovo inno e scelse un canto massonico attribuito a Mozart. Mancavano però le parole, per le quali fu indetto un concorso l’anno dopo. Paula von Preradovi? si impose con il suo “Land der Berge” (“Terra di montagne”) su 1.800 concorrenti.

La Preradovi? è morta nel 1951, pace all’anima sua, e i diritti degli eredi sono tutelati oggi dalla Sessler Verlag. Tutelati forse più di quanto gli eredi stessi pretendano. A loro nome ha parlato Koschka Hetzer-Molden: “Personalmente – ha detto – considero ridicole le discussioni che si riaccendono ogni paio d’anni. Penso che nessuna donna austriaca acquisti una maggiore autostima grazie all’introduzione nell’inno della parola “figlie”. Se nella sua nuova versione l’inno debba essere considerato più degno (così l’aveva definito la ministra per le donne Gabriele Heinisch-Hosek, ndr), mi chiedo se gli austriaci e le austriache abbiano cantato per 62 anni un inno indegno”.

Messi i puntini sulle “i”, la Hetzer-Molden aggiunge che, a differenza dell’editore, non ha alcuna intenzione di agire legalmente nei confronti della Stürmer o del Ministero della pubblica istruzione. “Del resto – conclude – l’inno appartiene alla Repubblica”. Come dire: faccia quel che le pare.

Nella foto, Christina Stürmer, la cantante rock che ha “aggiornato” l’inno nazionale austriaco.

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