Venerdì 14 Giugno 2024

Anche nel 2023 la popolazione austriaca è cresciuta, ma non con il ritmo del 2022, quando l’arrivo di migliaia di ucraini aveva fatto la differenza. Al 1. gennaio di quest’anno i residenti erano 9,16 milioni, 55.221 in più rispetto all’anno prima. “L’aumento è stato dello 0,6% – osserva Tobias Thomas – direttore generale di Statistik Austria – mentre nel 2022 aveva raggiunto il record dell’1,4%”.

La crescita, come si è potuto osservare in tutti gli ultimi anni, è stata determinata dall’immigrazione e non dalle nascite. Mentre il rapporto nascite e decessi è negativo, aumentano gli arrivi da altri Paesi. Solo in parte riguardano migranti richiedenti asilo, molti sono tedeschi o di altri Paesi dell’Ue.

La crescita non è stata omogenea sul territorio austriaco. A Vienna è stata maggiore rispetto agli altri Länder (1,2%) e ha fatto sì che la capitale superasse per la prima volta i 2 milioni di abitanti dal 1910, quando era ancora la capitale di un impero. Gli altri Länder dove la crescita è stata maggiore: Vorarlberg +0,9%, Tirolo e Salisburghese +0,6%, Alta Austria +0,5%. Sono cresciuti di meno la Stiria (+0,4%), la Bassa Austria (+0,3%), il Burgenland (+0,2%). Fino allo scorso anno era il Salisburghese il fanalino di coda, ora invece è la Carinzia, con una crescita dello 0,1%.

Al 1. gennaio vivevano in Austria 1.801.184 stranieri, pari al 19,7% della popolazione. La quota maggiore si registra a Vienna (35,4%), nel Vorarlberg (20,6%), nel Salisburghese (20,3%); quella minore in Carinzia (13,2%), Bassa Austria (12,2%) e Burgenland (11,4%). Perché molti puntino a Vienna è intuibile: perché le opportunità di lavoro sono maggiori, perché il Comune offre servizi eccellenti e, per i richiedenti asilo, perché vi sono maggiori probabilità di incontrare propri connazionali per un sostegno reciproco.

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